bisogna saperlo prima che dopo non c’è lavoro, prima, capito *

Volevi fare l’insegnante? Prendevi un tintu diploma magistrale (alla siciliana) oppure una laurea se proprio volevi strafare e il gioco era fatto, non senza sbattimenti certo, ma almeno seguivi un percorso. Ora invece, ti laurei, poi devi vedere a quale classe di concorso puoi accedere, integrare se ti mancano i crediti formativi per qualche insegnamento, prima c’era la specializzazione, poi l’hanno tolta, poi rimessa con un altro nome, poi tolta ancora, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui c’è un corso Pre-fit per accedere al corso Fit, che nell’eventualità dura tre anni e poi se tutto va bene, emigri. Che suona un pò tipo come se ti dicessero: sai vai benissimo così, quello che hai fatto fino ad ora è ottimo, complimenti veramente, però, se riesci a fare anche quest’altro sei al top. Per poi, appena concluso quell’altro sentirsi dire le stesse cose, magari pure e se me lo dicevi prima! Ma il futuro non doveva semplificarci la vita? L’altro giorno ho sentito che per accedere a un test, devo fare un pre-test! E’ la logica di chi la dura la vince oppure semplicemente allungare il percorso per fare in modo che chi se lo può permettere, economicamente soprattutto, può andare avanti e chi non può, semplicemente, se lo prende nel culo.

Quindi, ve lo dico io perché non faccio lo scrittore o per lo meno perché non ci provo a farlo. Fondamentalmente, perché questo è un paese di merda, che nonostante crede di aver superato certe cose col tempo, con le lotte degli altri, ancora se le porta dentro e per certi versi ne va fiero e ringrazia il cielo quando ne ha occasione. Siamo un paese in cui ancora, e oggi in questi tempi di crisi ancora di più, essere “figli di” diventa fondamentale e per certi versi ne delinea le dinamiche sociali e ne stabilisce ruoli e direzioni, livelli, sottolivelli e categorie. Fateci caso, negli ultimi dieci anni, dopo anni di pseudo liquidità sociale, facendo finta di dire “ognuno può essere quello che vuole”, si sta tornando a ragionare per strati, a caste. E allora non sorprendetevi se i figli, che ne so, dei poliziotti fanno i poliziotti. Anche se poi senti i padri fare affermazioni tipo: mio figlio ha studiato tanto si è fatto un culo così per superare quel concorso. Certo, sicuro. Com’è sicuro che non c’entra un cazzo che lui faccia lo stesso mestiere da anni. Pure coincidenze. In realtà, sono diventato meno ingenuo e non mi lascio più ingannare dai colpi di fortuna altrui, che per puro caso, oltre all’impegno costante, hanno ottenuto un lavoro inaccessibile per molti. Ma facciamo ancora finta di vivere in un paese col “sogno americano” ancora vivo e vegeto. Mi sono rotto le palle di tutta questa farsa, di questo politicamente corretto e dello spreco generato da una generazione che ha derubato i propri figli di tutte le possibilità, o almeno di gran parte di queste, per vivere un presente che non poteva permettersi. E ora ritorna ancora per derubare le possibilità ai figli degli altri. Ecco io non faccio lo scrittore per vivere ma l’operaio perché questo è il mio retaggio. Perché questo ho avuto, questo ho conosciuto e qui è dove mi trovo a mio agio e soprattutto questo mi fa campare, sopravvivere e restare a galla nella merda di tutti i giorni, senza per forza perdere la mia dignità.

* Se me lo dicevi prima – Enzo Jannacci

eppure, milioni di serrature non riescono a tenermi chiuso il cuore *

vorrei ricordarmi
l’ultima volta in cui
ho guardato qualcuno
non solo con gli occhi
quegli sguardi in cui
ci sta dentro tutto
un sorriso idiota
si forma sul tuo volto
e non hai bisogno d’altro
e poi paragonarlo
a questo momento
in cui tu mi dici
otto anni fa
saresti stato l’uomo perfetto
ma la verità è che
io sono sempre
stato un disastro
sai quante volte
ho pensato di essere bravo?
con le parole intendo
ma poi a metà strada
mi perdo
e ad ogni bivio
inumidisco il dito
e controllo il vento
ma ho un cattivo senso
dell’orientamento
e alla fine
faccio sempre il percorso
più lungo
e spesso arrivo in ritardo
ma se ti va
possiamo andare
a un concerto
pogare fino allo sfinimento
e poi buttarci sul prato
e ridere di gusto
di tutto quello che non va
per il verso giusto

* E non hai visto ancora niente – Lorenzo Jovanotti Cherubini

to drink or not to drink, to think or not to think, some choose to dismember, you’re rising your thoughts *

cosa voglio fare realmente?
cosa volete fare, voi, realmente?
io starei così con queste
cuffie sul letto a scrivere
storie da raccontare
cercando di trovare
parole per sostituire
la paura di non riuscire
a fare, realmente, niente
prendendo ancora tempo
come ultimo desiderio
concesso a un condannato
alla pena capitale
non ho aspirazioni particolari
e non ricevo motivazioni
dal mondo esterno
a volte, mi sento estraneo
a questa realtà
a questo correre veloci
alle pacche sulle spalle
prima di essere pugnalati
non sono pronto a
frasi preconfezionate
emozioni surgelate
a sorrisi fasulli
solo per convenzione
a leccare un culo
solo per un favore
a un matrimonio
solo per tradizione
e allora cosa sono realmente?
un alieno?
un abbozzo?
un passaggio dell’evoluzione?
non sono ancora pronto
per la catalogazione
e forse
non lo sono mai stato

* Fuck all the perfect people – Chip Taylor & The New Ukrainians

qualcosa e 1/2

sto attraversando notti insonni
ma senza frustrazione
tipo quei film che trovi
già cominciati e non
riesci a capire dove
vogliono andare a parare
sto attraversando notti insonni
quasi senza ragione
che tanto poi
non mi potrà servire
immagino cosa potrei dire
se solo sapessi come
magari con un dove
in linea retta
nella medesima direzione
ma sono un Mastroianni
intrappolato nel suo
non volersi accontentare
e piuttosto che seguire
una strada ne costruisce
sempre nuove
che non arrivano a
nessuna destinazione
per la bellezza del viaggio
qualcuno potrebbe dire
ma io non ho il suo carisma
e nemmeno una
Claudia Cardinale

che è tutta una vita che passo da qua e ancora rischio di perdermi *

ho la barba bianca
e troppe cose
ancora da imparare

leggimi
cercami
scrivimi
io resto qui
con i miei fantasmi
l’amore passato
l’amore presente
l’amore futuro
tutto quello di cui
abbiamo bisogno
è amore
anche se a volte
una sana scopata
non sarebbe male

un gesto d’impulso
l’istinto che sale
alzare una mano
continuare a lottare

* La linea della vita – Francesco De Gregori

che non ti ho detto neanche addio *

dove hai imparato a curare
le ferite col sale?
forse, qualcuno potrebbe
pure darti ragione
ma al posto del cuore
hai un microchip emozionale
sperare in una vita normale
un’ipocrisia a cui potersi aggrappare
le borse firmate
il té alle cinque
e il mignolo d’alzare
sai solo fingere di amare
però, ti riesce bene

* Amanda Lear – Baustelle

sbronze e palle di natale

certe volte mi manchi
come se fossi reale
e vorrei poterti dire
cosa vorrei cambiare
dove vorrei andare
tra quali braccia
mi voglio rifugiare
continuo ad indugiare
a sperare in questa
disperazione
continuo a lasciare
pezzi di parole
pezzi di cuore
pezzi di rivoluzione
in posti che non riesco
più a ricordare
ma soprattutto
ora dopo ogni sbronza
impiego molto più tempo
per recuperare

non bastano le stelle per scrivere poesie *

scriverò un’altra stupida
poesia struggente
per una stronza che
non se la sente
e anche se ci provi con forza
ti dirà non sei abbastanza

scriverò della candela e del vento
e del loro amore profondo
che quando si spegne la fiamma
è una sorta d’orgasmo

scriverò in ordine sparso
solo per chiudere un verso
anche se non c’è verso
di sembrare interessante
che a poi alla fine
non serve a niente

* Ho poca fantasia – Nicolò Carnesi

ma non sarò neanche tanto stupido da credere che il mondo possa crescere se non parto da me *

e allora cosa vuol dire mi dispiace?
credi che sia utile
a farmi sentire più sollevato
o che possa alleggerire
la portata della stronzata?
è stata solo cattiveria
e non era nemmeno la prima volta
anche se hai raggiunto un livello estremo
e se lo meritavo, mi sono già scusato
svariate volte
e mi sono preso pure le tue colpe
a suo tempo
ma, ancora, non capisco il senso
anche l’altra volta mi hai detto:
mi sono innamorata di un altro
mentre eravamo sul letto
dopo aver fatto sesso
io e te
non capisco la necessità
della confessione dei tuoi amori
non capisco questo scusarti
in fondo, se non vuoi tornare indietro
perché questa malinconia
o nostalgia
o qualsiasi altra cosa sia
non mi sembra di aver chiesto spiegazioni
ho solo mantenuto l’ultima promessa
perché credo che la parola conti ancora
e non ho guardato al passato
altrimenti non avrei avuto nessun buon motivo
c’eri tu in quelle pagine
e non l’ho mai negato
non mi sono mai vergognato di quello che provavo
a differenza
a differenza di te
e non ho mai avuto paura
mi sembrava giusto dartene una copia
punto
senza aggiungere altro
senza rovinare il silenzio
con le solite stupide frasi
di circostanza
che non significano niente
e valgono ancora meno
per cosa poi?
ti ho già perdonato
solo perché l’odio non mi appartiene
e cerco sempre di essere un uomo migliore
soprattutto di me stesso

* Costume da torero – Brunori Sas

e parlo male, ma penso peggio *

sono stato troppo lontano
da queste righe
senza un motivo particolare
forse dovevo riordinare
un po’ di casini
riporre e catalogare
scatole di ricordi
e di emozioni
tenerli lontani
dagli occhi e dal cuore
come se questo potesse bastare
forse avevo solo bisogno
di un nuovo punto di osservazione
di una distanza da cui guardare
con un angolo migliore

ma qui e ora
a questo suono di penna
sul foglio
mi emoziono ancora
che se chiudo gli occhi
respiro aria nuova
sto imparando a lasciarti
sul bianco
parola dopo parola
ma non ho disciplina
fottiti tu
e tutte le tue personalità
che poi in fondo
è sempre e solo una

leggo Ferlinghetti
ad alta voce
in lingua originale
ed è uno spettacolo
il suo modo di immaginare
accostare
incastrare
le parole
ognuna col proprio valore
ognuna con la sua direzione
che sa dove andare a colpire

* Licantropo – Marta sui tubi