fottendosi da sé, fottendomi da me, per quello che non c’è *

polvere sui mobili
sugli scaffali
sulle mie emozioni
leggo un libro
e ripenso
a vecchi amori
settembre
un tempo mischiava
le mancanze
alle ripartenze
le aspettative
alle domande
ora è solo malinconia
ai primi giorni di pioggia
com’ero a vent’anni?
tu te lo ricordi?
a me sembra
così sbiadito
che quasi più
non m’appartiene
ma se mi concentro
per bene
riesco a sentire
il rumore bianco
in sottofondo
di certe notti
in cui liberavo sogni
dalla finestra
al quarto piano
di un palazzo bolognese
lontano da casa
e da queste maledette radici

* Quello che non c’è – Afterhours

e costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione *

il divario che ho sempre voluto colmare
non è quello della ricchezza
ma quello della conoscenza
non è detto che le ambizioni
debbano essere solo
ed esclusivamente
quanti più soldi riesci a fare
e quanto riesci a salire
nella scala sociale
grazie a questi
non m’interessano
non ho bisogno di queste
sicurezze
non è un fallimento,
abitare in questo posto
certo, ho rinunciato a tanto
a tante possibilità
ma necessariamente
è così che succede
ho scelto questi affetti
queste persone
con cui continuare
a crescere, invecchiare
non è detto che sia per sempre
non è detto che sia definitivo
tutto può cambiare
e non dico ipocritamente a me stesso
che va tutto bene
per convincermi di aver fatto
la scelta giusta
ci sono alti e bassi,
ci sono momenti intensi
e momenti vuoti,
delusioni e ripensamenti,
ma anche gioie,
piccoli momenti di felicità,
di orgoglio,
ci sono risate e pianti
riflessioni e incazzamenti
poesia e immondizia
merda, tanta
ma anche bellezza
ho scelto di restare,
di esserci per queste persone,
queste persone a cui
voglio bene
queste persone che
me ne vogliono
anche questo è vivere la propria vita
secondo una direzione

mi capita
di stare
ore ed ore
senza parlare
rimuginare
nel silenzio
che del mio cervello
posso sentirne il rumore
e poi
all’improvviso
mi metto a cantare
una canzone

* Costruire – Niccolò Fabi

don’t leave me high, don’t leave me dry *

mi scuso
per tutte le volte
che me la prendo
con te
quando, invece, ce l’ho
con il mondo
è che tu mi capisci
meglio di chiunque altro
perché, come me, soffri
questa ostinata
frenetica
isterica
ricerca della perfezione
l’ipocrisia della convenzione
il sonno della ragione
solo che io, a differenza di te,
a volte sono un coglione
così, spero che ancora
mi saprai perdonare
perché senza di te
spesso non so dove
andare a parare
come rifugiarsi
in una bella vecchia canzone
che nonostante gli anni
ti riesce ancora a stupire

* High and dry – Radiohead