comunque questa è un’altra storia, questo è Hemingway *

vorrei per un secondo
averti accanto
e spiegarti
queste lacrime
ma nemmeno io
capisco
se sono più di gioia
o di liberazione
ma hanno la potenza
di scaricare tutto
a terra
dopo mesi
di resistenza
con la paura
di non riuscire
a farcela
ancora una volta
ma ora, sono qui
e questo, per il momento,
mi basta
può anche non piacerti
il mondo
o forse a lui
non piaci te

* Hemingway – Negrita

fottendosi da sé, fottendomi da me, per quello che non c’è *

polvere sui mobili
sugli scaffali
sulle mie emozioni
leggo un libro
e ripenso
a vecchi amori
settembre
un tempo mischiava
le mancanze
alle ripartenze
le aspettative
alle domande
ora è solo malinconia
ai primi giorni di pioggia
com’ero a vent’anni?
tu te lo ricordi?
a me sembra
così sbiadito
che quasi più
non m’appartiene
ma se mi concentro
per bene
riesco a sentire
il rumore bianco
in sottofondo
di certe notti
in cui liberavo sogni
dalla finestra
al quarto piano
di un palazzo bolognese
lontano da casa
e da queste maledette radici

* Quello che non c’è – Afterhours

you look so tired, unhappy, bring down the government *

sai che
sempre più spesso,
in questi giorni,
penso a mollare tutto
e andare altrove
giusto per trovare
una nuova motivazione
fuggire
da questa anestesia
emozionale

quasi sempre,
alla fine,
quando
ci incontriamo per caso,
finiamo a parlare
di cose banali
di cani
di varie ed eventuali
per parlare di tutto
parlando di niente
per non parlare
dei nostri occhi
che si cercano
in mezzo alla gente
e si nascondono
quando
uno dei due
se ne accorge
che ti direi
andiamo altrove
dove possiamo parlare
pure d’amore

* No surprises – Radiohed

la grande storia banale, prima prosciughiamo il mare poi versiamo lacrime per poterlo ricolmare *

nuvole a ferragosto
è quello che ci meritiamo
e io me le godo
in silenzio
in una spiaggia
ormai stanca
di giorni di frenesia
e violenza
di gente imbarbarita
che ricordo, doveva
uscirne migliore
un vento leggero
mi accarezza le spalle
se ti vedessi
non saprei che farmene
della tua comprensione
non ho più rabbia da darti
ma solo disgusto
che mi sembra pure troppo
da essere sprecato

* Chiamami per nome – Francesca Michielin, Fedez

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle, è un eccesso di lucidità *

chissà cosa arriverà
prima
il sonno o la confusione?
sudore e imprecazioni
agosto
mi sta sul cazzo
perché probabilmente
ti dovrò vedere
che mi pare sempre
un festival di ricordi
che hanno solo
lasciato l’alone

certe volte
mi ritorna il dolore
per qualcosa
che non riesco
a capire
per qualche colpa
che non mi appartiene,
vorrei veramente
fare qualcosa
per rendere questo posto
migliore,
ma ogni piccolo passo
viene rimandato
due volte indietro
chi siamo?
dove siamo?
e dove vogliamo arrivare?
la legge del divenire,
mentre siamo sempre fermi
ad aspettare
chissà quale rivelazione
chissà quale vangelo
pronto a indicarci
la strada da seguire
siamo pecore
in cerca di un pastore
cervelli senza
manuale d’istruzione
fuggire, questa volta,
potrebbe veramente
servire
soprattutto, a mantenere
un equilibrio mentale

* La crisi – Bluvertigo

che cos’è l’amor? chiedilo al vento *

certe volte
ti guardo
da lontano
sorrido amaro
e penso:
si sta insieme
per molto meno
costruirsi
una gabbia attorno
e dirsi va tutto bene
fino a farselo
bastare

* Che coss’è l’amor – Vinicio Capossela

morgana! *

sai
non lo sai
e non sarò certo io
a dirtelo
ogni cosa
cessa di avere importanza
nell’indifferenza

piano inclinato
tutto scorre
verso il fondo
inesorabilmente
e io
non oppongo
resistenza alcuna
a un certo punto
comincia a piacermi
e mi godo
il paesaggio
anche se fa schifo
penso
ma non ne sono più sicuro
sicuro, cosa vuol dire ora?
in questo preciso momento
dove tutto è precario
anche se lo è sempre stato
che ci chiamano giovani
fino a quarant’anni
perché siamo acrobati
su un filo
perché ci hanno incastrato
in un’instabilità
senza via d’uscita
con le loro scelte
di merda
le parole sono importanti
benché qualcuno
dica che contano le intenzioni
ma quando usi un termine
piuttosto che un altro
non lo fai intenzionalmente
o usate le parole a caso
giusto per dare fiato?
sono passati
più di vent’anni
e siamo ancora fermi
a quelli che ben pensano

* Fata Morgana – Litfiba

I desideri non invecchiano quasi mai con l’età *

da troppo tempo
non ti sento,
da troppo tempo
se ci sei
lancia un sasso
in questo buco
di emozioni
stagnanti
dove sei finito?
non riesco più
a scorgerti
negli sguardi
nei gesti
in sorrisi improvvisi
regalati
non riesco più
a immaginarti
a fare sogni erotici
a disegnare
prati fioriti
dove gli altri
vedono deserti
forse, ho smesso
di cercarti
per paura di perdermi
ancora
per paura di perdere
ancora
questa tranquillità
anestetizzante
che non fa male
ma non lascia niente
se non giorni
senza ricordi
e senza ricorrenze
da rinnovare
dove sei, amore?
che ne è stato
del tuo pulsare?

* La stagione dell’amore – Franco Battiato

c’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero *

ho ritrovato, per caso,
una foto
in cui tenevi una cassetta
piena di peperoni
e t’ho sognata
com’eri
in quel modo
che mi aveva fatto
innamorare
quando di nascosto
sotto il tavolo
cercavi la mia mano
a volte, la stringevi
a volte, la pizzicavi
e all’orecchio
mi dicevi: giochiamo
alzavi il sopracciglio
e sorridevi, tanto,
ora quasi non me lo ricordo
ma avevi quella bellezza,
quella che solo certi libri
sanno avere
e non vuoi vederli finire
e quel sogno
mi pareva talmente reale
che ci sono rimasto male
appena mi sono svegliato
ripensando
a quanto la vita
ci abbia indurito
e a tutte le volte
che ci siamo negati
uno sguardo,
un abbraccio,
una carezza sul viso
o un ‘fanculo rumoroso

* Bandiera bianca – Franco Battiato