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and the wind did howl and the wind did blow la la la la la, la la la la lee *

non scrivo
da tempo
non ho trovato
il momento
giusto
e forse nemmeno
le parole
ho emozioni
sbiadite
in questi giorni
di fine estate
ho tanta voglia
di staccare
ritrovare
il silenzio
della solitudine
in mezzo
a degli sconosciuti
rifiatare
riordinare
ripartire
e rivedere
affetti lontani
con molto piacere
raccontarsi
gli ultimi pezzi
delle nostre vite
e poi
per qualche giorno
lasciarsi trasportare
dal vento
scegliendo
strade a caso
senza pensare
a un senso
a una direzione
a una meta
godersi il viaggio
assaporare il paesaggio
ritrovare slancio
capo, sono stanco
ma di stare fermo
e lasciarmi
sopraffare
dall’abitudine
al peggio
quando c’è bisogno
di bellezza
imparare
a riconoscerla
e custodirla

* Henry Lee – Nick Cave & the Bad Seeds ft. P.J. Harvey

mi chiede: sei pronto per la fine del mondo? sei pronto per la fine del mondo? *

ricordati ogni tanto di esplodere
non tenerti tutto dentro
liberare energia
per fare spazio ad altro
ogni cosa cessa di avere
la stessa importanza
se guardata dalla giusta distanza,
come gli esseri umani
da un satellite in orbita,
piccoli puntini neri in movimento
come formiche
senza lente d’ingrandimento
minuscoli essere viventi
in un universo
con distanze che manco riusciamo
a immaginare,
a calcolare,
anni luce:
come se fosse una cosa
al momento possibile
per i nostri corpi
trecentomila chilometri al secondo
disintegrazione delle coscienze
delle nostre sembianze
l’amore che muove il mondo
e anche le stelle
teoria senza nessun appiglio
logico e o razionale
pensare che un corpo celeste
possa minimamente fregarsene
delle nostre pene
di quello che abbiamo da dire
dei nostri drammi
nessuno ascolterà i vostri turbamenti
sudore su fogli bianchi immacolati
che macchia, poi, inchiostro
e lascia il segno su entrambi i lati
io ancora non riesco a fermarmi
a dire: sto fermo, in equilibrio,
in pace col mondo
tutto scorre e io ci penso
ai sogni nei cassetti,
al giro del mondo,
alle compagne di viaggio senza impegno
come se non fosse passato
troppo tempo
nonostante la relatività di tutto
quaranta sono i nuovi venti,
manco per il cazzo,
ma non li scambierei
se potessi farlo

* Naufragando – Management del dolore post-operatorio

quest’estate che ci cola tra le gambe, dici che leccarla ti dà un senso *

l’estate scandisce il mio tempo
mi ricorda la lontananza dai vent’anni
e per questo, credo, di aver cominciato
a odiarla
il mare spensierato nei ricordi
diventa un luogo
da cui spiare il corso degli eventi
di questa società
sempre più superficiale
e sempre più distaccata
da tutto quello che, forse,
pareva avere importanza
ma non eravamo anche noi cosi?
mi chiedo
giovani pronti a tutto
con il sorriso sulle labbra
l’estate un momento atteso
per rifiatare e riorganizzarsi
frammenti di amori e sbronze
rincorrere le albe incuranti
della vita degli altri
quella di tutti i giorni
e ora che anche io
la vivo in questo modo
nella routine quotidiana
mi sento tradito
da questa stagione frivola,
che ha sempre promesso
ma non ha mantenuto niente,
diventata sudore e bestemmie

* L’estate – Afterhours

è tutto il contrario del profumo dentro al nostro letto, dove ho lasciato quel libro che non hai mai letto *

quante cose
da imparare
ancora
sulla vita
sull’amore
e l’essere umano
in generale
sulle guerre
che ognuno combatte
e magari fa finta
di niente
sui giudizi della gente
anche se
non ti conosce
sugli usi e i costumi
che ci sembrano strani
così lontani
sugli occhi
che mi stanno davanti
e raccontano storie
intense
di risate
o di pianti
cuori che battono forte
e sorrisi
di meraviglia
abbracci potenti
e mani che tremano
senza motivi
apparenti
che siamo fragili
anche con le armature
isole bagnate
da mari
di solitudine

* A volte le cose vanno in una direzione opposta a quella che pensavi – Umberto Maria Giardini

sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare *

sarei stato
un bravo scrittore
d’inizi
se solo avessi
cominciato
le premesse
mi piacciono
perché fanno sognare
a dispetto
di quanto diceva Dalla
mi sono perso
di notte
a Bologna
ho camminato per ore
prima di arrivare
alla stazione
a volte,
mi manchi
e sento che è
importante
ma il tuo profilo mi sfugge,
nei contorni
sfuma leggermente,
e devo cercare
di ricostruirlo
dai frammenti nella memoria
e dai ricordi
nei miei polpastrelli

* Viaggi e miraggi – Francesco De Gregori

will you feel better, better, better? will you feel anything at all?

ogni tanto
e non sono io
a scegliere quando
un senso di vuoto
mi colpisce
e mi lascia sospeso
a galleggiare
nel mondo
ogni tanto
mi ricordo
di una scatola
in alto,
in fondo,
piena di ricordi
sorrisi, frasi e sguardi,
di un tempo
che sembra così lontano
che non riesco
a decifrarlo
cosa eravamo?
cosa siamo?
due sconosciuti
in cerca di aiuto
convinti di riuscire
a smussare le solitudini
che ci portiamo dentro
ognuno a suo modo
ci riesce
o crede di farlo

* Better – Regina Spektor

che c’ho un ricordo molto bello

c’è un vento forte stanotte
ed è per questo
che non riesco
a dormire
ho finito un altro libro
e non so cos’altro fare
così scrivo due parole
prima di dimenticarle

ma ancora una volta
non dirò niente
che è molto meglio
che c’ho un ricordo
molto bello
e non voglio sciuparlo

ogni tanto
mi viene voglia
di abbracciarti forte
per sentirmi protetto
mentre dovrebbe
essere all’inverso

non c’è niente di male, non c’è niente di male, non vogliamo farci male *

mi sono rotto il cazzo
di queste parole
mi sono rotto il cazzo
del loro rumore
mi sono rotto il cazzo
anche se così
sembra quella canzone
mi sono rotto il cazzo
di rompermi il cazzo
e questa sembra quasi
saggezza popolare
che ne dici
di andare a bere?
di scordarci del resto
e girovagare?
ballare a un concerto
e baciarci senza timore?
che anche così
è amore

* Woow – La rappresentante di lista

un per cento è amore e tutto il resto è stringere i denti *

musica in sottofondo
piatti sporchi
nel lavello
giuro
che non mi pento
nemmeno adesso
a distanza di sicurezza
dal tuo sguardo
che scrivere d’amore
alla fine, ci porta
sempre
nella stessa direzione
se non è estasi
è, sicuramente, disperazione
dovremmo viverlo
in maniera
molto più semplice
senza per forza
farci del male
senza per forza
sentirsi vittime
del mondo
o diventarlo
per la paura
di restare soli
che tanto
lo saremo uguale

* Tuo padre, mia madre, Lucia – Giovanni Truppi

e abbracci nucleari estesi nell’immensità, dove tu mi stai aspettando adesso *

certe notti
non dormo
senza un motivo
apparente
certe volte
ti penso
ma non è importante
certe volte
mi faccio delle domande
e non trovo risposte
certe volte
mi arrivano risposte
senza essermi
chiesto niente
non so dirti
se va male o bene
in questo preciso momento
alle quattro di notte
c’è che a volte
sono troppo
altre non mi basto

* Universo – Cristina Donà