nel vuoto

polvere
su libri di poesie
sulle mie
idee
su sogni
che ho
abbandonato
nell’ultima mensola
in alto
in fondo
lontano
dagli occhi
e da tutto

guerre stellari
ci ha mentito
per decenni
con le sue
battaglie spaziali
il suono
nel vuoto
non si propaga
come, del resto,
nel tuo cuore

che fine hanno fatto gli occhi di chi non doveva ferirti mai, ma ti sembrava così vero mentre lo giuravano dentro i tuoi *

qui, interno notte
il rumore del frigo
come unico compagno
e una penna rossa
sul solito foglio bianco
non so più
quello che voglio
se tu lo sai
prova a farmi un cenno
cerco i tuoi occhi
in altri sguardi
senza fortuna
o senza speranza
tanto non fa differenza
fino a qui tutto bene?
bene, un cazzo
il problema
non è la caduta
ma l’atterraggio

* Appesi alla luna – Zen Circus

ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare *

a cosa mi servirà
questo sapere
non è dato sapere
ma ho cercato di coprire
le mancanze del mio retaggio
la conoscenza
per sentirmi a mio agio
nel mondo
e anche se non ci sono riuscito
ci provo ogni giorno
un libro
che sa farmi viaggiare
scoprire cose nuove
un disco
che sa trasportarmi
in strane atmosfere
un quadro
che sa stupirmi
con pennellate di immaginazione
un film
che riesce, ancora,
a farmi emozionare
a regalarmi una scena da citare

mi piacerebbe,
con lo stesso stupore
di ammirazione
per il successo
o per la ricchezza,
di una persona
sentire dire
che è colta

* Quattro stracci – Francesco Guccini

so chi sono io, anche se non ho letto Freud *

non dirò niente
anche se
ho scritto parecchio
sull’argomento
ma non cerco risposte
se non da me stesso

e tu saresti capace?
mi chiedeva, in sogno,
Claudia Cardinale
in uno spezzone di film
in bianco e nero
e io, mentendo, le dissi:
guardami ancora
in quel modo
e non avrò più dubbi
mentre avrei voluto dirle:
se non ti spaventerai
con le mie paure
un giorno che mi dirai le tue
troveremo il modo di rimuoverle
in due

* Spaccacuore – Samuele Bersani

this is how it works, you’re young until you’re not, you love until you don’t *

scrivo frasi sconnesse
su fogli improvvisati
senza nessun ordine
o prospettiva
o aspettativa
il ricordo di te
che s’insinua
tra i piccoli graffi
sulle mie mani
che nemmeno sapevo di avere
ma sembra non far più male
chi si accontenta gode
oppure lentamente muore?
noi che potevamo
essere rivoluzione
e siamo diventati
la solita banale
inutile delusione
luogo comune
la stessa tristezza
in corpi differenti
conto fino a venti
dopo aver lavato i denti
sono volati dieci anni
trentasette e sentirli tutti
senza un motivo preciso
sono ancora
lo stesso fallito
che poteva essere
in qualsiasi altro posto
e si ritrova
nel buco del culo del mondo
senza infamia
e senza lode
senza uno slancio
o un colpo al cuore
con le stesse parole
urlare senza far rumore

* On the radio – Regina Spektor

giving back a heart that’s on loan *

il tempo scorre
fra queste righe
fra queste parole
lettere in composizione
quanti significati vuoi dare
alla parola amore?
quante sfumature?
lo so, quando vedo Keira
in televisione
divento sentimentale

* Tell me if you wanna go home – Keira Knightley

qualcosa e 1/2

sto attraversando notti insonni
ma senza frustrazione
tipo quei film che trovi
già cominciati e non
riesci a capire dove
vogliono andare a parare
sto attraversando notti insonni
quasi senza ragione
che tanto poi
non mi potrà servire
immagino cosa potrei dire
se solo sapessi come
magari con un dove
in linea retta
nella medesima direzione
ma sono un Mastroianni
intrappolato nel suo
non volersi accontentare
e piuttosto che seguire
una strada ne costruisce
sempre nuove
che non arrivano a
nessuna destinazione
per la bellezza del viaggio
qualcuno potrebbe dire
ma io non ho il suo carisma
e nemmeno una
Claudia Cardinale