don’t leave me high, don’t leave me dry *

mi scuso
per tutte le volte
che me la prendo
con te
quando, invece, ce l’ho
con il mondo
è che tu mi capisci
meglio di chiunque altro
perché, come me, soffri
questa ostinata
frenetica
isterica
ricerca della perfezione
l’ipocrisia della convenzione
il sonno della ragione
solo che io, a differenza di te,
a volte sono un coglione
così, spero che ancora
mi saprai perdonare
perché senza di te
spesso non so dove
andare a parare
come rifugiarsi
in una bella vecchia canzone
che nonostante gli anni
ti riesce ancora a stupire

* High and dry – Radiohead

alcol e ibuprofene

anche se questo posto
è in lenta decomposizione
e mi tocca curare
il male di vivere
con alcol e ibuprofene
c’è ancora
qualcosa che mi trattiene
e mi manda in confusione
io l’ho chiamata:
legge della gravità affettiva
o emozionale
tutte le persone
a cui vuoi veramente bene
ti costringono a restare
senza obbligarti
solo sul preventivo
di quanto potranno
mancarti

quel che sono l’ho voluto io *

ogni tanto
somiglio a mio padre
ogni tanto
scopro una parte di me
che non mi piace
ma a poco a poco
la comprendo
credi che non avrei
bisogno, a modo mio,
di carezze
o di un paio di tette
su cui poggiare
la testa stanca
due tre parole
possono creare
confusione
ma non per questo
non le dobbiamo dire

* Piazza grande – Lucio Dalla