fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno *

voragini e solitudini
percepisco il vostro sforzo
di uniformarvi al resto
ma non me la sento oggi
di farvi i sorrisi finti
giusto per compiacervi
in un circolo vizioso
intriso di delusione
che se vi chiedessi
cosa vi fa star bene
non sapreste cosa dire
vestirsi bene prima della fine
aperitivi e panettone
sigarette su sigarette
senza nessuna vera emozione
e nessun proposito
su come essere umani
in un modo migliore
preferendo sempre
l’apparire all’essenza
l’opportunismo alla coerenza
all’amore la convenienza
all’amicizia l’appartenenza
la finta fede alla scienza
l’idiozia all’intelligenza

* Quelli che ben pensano – Frankie Hi-Nrg Mc

le velleità ti aiutano a scopare quando i soldi sono troppi o troppo pochi *

l’inganno più grande
che ci ha dato
l’era digitale
è quello di farci credere
di poter avere
su tutto un’opinione

* Velleità – I cani

who’s in the bunker? *

mi piacerebbe essere
più ironico
e tagliente
nella scrittura
ma dovrei esercitarmi
con più impegno
per fare finta
di non sentire
il fetore
del vostro vivere
per luogo comune
essere morti dentro
e pensare di vivere
nel modo migliore

* Ideoteque – Radiohead

ma un bacio resta sempre un bacio e un rutto resta sempre un rutto *

dove cazzo ero a sedici anni?
cosa cazzo facevo a sedici anni?
al tempo degli sputi
in motorino
mi struggevo
per le pene d’amore giovane
magari ce l’avevo col mondo
volevo avere qualche anno in più
forse ascoltavo pure
musica pessima
bevevo vodka alla fragola
alle feste in campagna
cosa m’importava del mondo?
degli ecosistemi al collasso?
dei cambiamenti climatici
e della fabbrica del consenso?
per questo invidio
e ammiro questa ragazza
il suo coraggio
la sua forza

* Terzo millennio – Tre allegri ragazzi morti

perché magari è soltanto che mi hai cercato nel posto sbagliato *

sebbene tutto
oppure nonostante
che probabilmente
scrivere
è l’unica cosa
che mi riesce
discretamente bene
ci sono cose
che accadono
e mi lasciano
senza parole
a volte, di rabbia
a volte, di stupore
così per quel
che mi riguarda
per tornare
agli anni novanta
io, ho comprato
una vecchia panda
e ascolto i blur
in cuffia
ma quasi senza
più speranza

* Facciamo finta – Niccolò Fabi

in fondo va tutto bene, mi basta solo non fare figli, e invece no *

san Brunori, con ritardo.

forse non siamo stati
buoni figli
ma dobbiamo provare a essere
buoni padri e madri
a soffermarci
sulla bellezza dei prati
degli abbracci rubati
dei sorrisi regalati
(a tendere le mani
per restare umani)
e con la consapevolezza
di non essere capiti
cercheremo di spiegare
che i figli sono di chi li cresce
non necessariamente
di chi li ha concepiti
e che bisognerebbe pensare
a quelli degli altri
come se fossero i nostri
anche se ancora
non ne abbiamo avuti

* L’uomo nero – Brunori Sas

non sanno se ridere o piangere, batton le mani *

come quando cerchi risposte
e trovi, solo, altre domande
quando finisce la festa dell’amore
e si torna alla vita normale
senza cioccolatini, fiori
e cene da regalare
l’abitudine che uccide la passione
e tutto quello che poi
il prossimo anno proveremo
a farci perdonare
fare un giro completo
e ritornare a capo
la fine che coincide con l’inizio
e tu non sai più distinguere
cosa fa più male
se questa delusione
oppure la disperata rassegnazione
di sentirsi piccoli e indifesi
in un universo in espansione
e un’umanità, sempre più,
verso l’estinzione

* Far finta di essre sani – Giorgio Gaber

che questa maledetta notte dovrà pur finire *

come siamo arrivati
a questo punto?
ogni tanto
ve lo chiedete pure voi?
questo decadimento lento
a piccoli passi
verso il baratro
dell’inumanità

dalla mia stanza
posso comunicare
con qualsiasi posto
nel mondo
ma è lì che resto
quelle mura difendo
e se posso
tutto il resto offendo
e molto spesso,
non so manco di
che cazzo sto parlando

e allora
ci rassegneremo a questa
involuzione?
oppure,
cercheremo di reagire
a quest’odio irrazionale?
la cultura ci potrà salvare
ma prima, chiamami ancora
amore

* Chiamami ancora amore – Roberto Vecchioni