il vento è come il treno, poetico ma rompe il cazzo *

il dolore che
provochi,
ormai,
non è più reale
è solo una proiezione

non io
ma il poeta
ti ama ancora
solo per tirare
fuori parole
da un cassetto stracolmo
di quelle collaudate
non io
ma il poeta
ti ricorda
in qualche scena
lontana nel tempo
nello spazio
e in qualche altra
dimensione
non io
ma il poeta
si prende pure
le tue colpe
e le silenzia
facendo
di una storia banale
un dramma
non io
ma il poeta
ti vuole ancora
ad alimentare voglie
ormai superate
dal corso degli eventi
dagli anni distanti
e dalle lontananze
d’intenti
modernariato emotivo
che una musa ci vuole,
si dice,
se non altro
per darsi un tono
non io
ma il poeta
ti scrive versi
più o meno
intensi
più o meno
scarsi
e tutte le volte
che succede
mi state sul cazzo
entrambi

* Senza titolo – Lucio Corsi

e ancora torno di notte e ti vorrei incontrare davanti al portone *

se c’è una cosa
può andare male
io so come fare
dovevo mantenere
dritto il timone
e restare a navigare
nella direzione del silenzio
ma come con le sigarette
dopo aver smesso
ti dici: una
cosa può mai farmi?
e io volevo
solo sentirti addosso
quando succede
lo chiamo
ragionare col cazzo
la pelle non dimentica
e in certi periodi
di astinenza
prende il sopravvento
anche se vorrei scomparire
dentro qualsiasi cosa
chiudermi in una bolla
ed escludere tutto il resto
per non inciampare
di nuovo sulla stessa radice
quella di sempre
quella che non riesco ad estirpare
perché è più brava di me
a giocare a scacchi,
ha sempre pronta
una contromossa,
se fa qualcosa
sa già a chi dare
la colpa

* Mia – Giovanni Truppi

d’amore di morte e di altre sciocchezze *

ho scritto un romanzo
che non cercherò mai
di pubblicare
e ora non ho più
una storia
da raccontare
ho cominciato a girarci attorno
talmente tanto
che l’ho ingarbugliata
e non trovo più
una via d’uscita
così mi ritrovo
al bar di notte
a parlare d’amore
di morte
e di altre sciocchezze
anche se mi piacerebbe
toccarle le trecce
o, perché no, anche le tette
ma finisco con l’ubriacarmi
per non essere più triste

* D’amore, di morte e di altre sciocchezze – Francesco Guccini

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