ma niente non ce la faccio mi dispiace, oggi mi state tutti sul cazzo *

Io non so più cosa mi aspetto da questo paese. Non so più se vale la pena aspettarsi qualcosa e poi puntualmente farsi deludere. Sai che potrebbe essere più semplice se solo riuscissi a dividere questo peso in due parti uguali e dimezzare la fatica. Ma non credo più nemmeno in questo. All’anima gemella. All’anima de li mortacci tua, e nostri. Per cosa poi? Per continuare a tirare avanti quest’idea della famiglia in un certo modo, in una direzione, con lo stesso senso di marcia. Passaggio obbligato per ogni essere umano, per essere accettato socialmente o per lo meno per essere considerato credibile tra tutti, tra gli idioti. Di questo stiamo parlando: di idioti. E di pezzi di merda che speculano sulle disgrazie e sulla vita delle persone, facendone di questo un progetto politico. Portando avanti, rievocandoli da un passato scuro, temi come l’odio, il razzismo, la supremazia occidentale, il sovranismo nazionale, i muri di recinzione. Non ci sono più le mezze stagioni, non sono più nemmeno le stagioni, ognuno faccia come cazzo gli pare. Dove andremo a finire quando non avremo più niente da smantellare? Non insegnate ai bambini la vostra morale, cantava Gaber in una canzone e quanto cazzo aveva ragione.

* Canta che ti passa – Zen Circus

che non ti ho detto neanche addio *

dove hai imparato a curare
le ferite col sale?
forse, qualcuno potrebbe
pure darti ragione
ma al posto del cuore
hai un microchip emozionale
sperare in una vita normale
un’ipocrisia a cui potersi aggrappare
le borse firmate
il té alle cinque
e il mignolo d’alzare
sai solo fingere di amare
però, ti riesce bene

* Amanda Lear – Baustelle

e parlo male, ma penso peggio *

sono stato troppo lontano
da queste righe
senza un motivo particolare
forse dovevo riordinare
un po’ di casini
riporre e catalogare
scatole di ricordi
e di emozioni
tenerli lontani
dagli occhi e dal cuore
come se questo potesse bastare
forse avevo solo bisogno
di un nuovo punto di osservazione
di una distanza da cui guardare
con un angolo migliore

ma qui e ora
a questo suono di penna
sul foglio
mi emoziono ancora
che se chiudo gli occhi
respiro aria nuova
sto imparando a lasciarti
sul bianco
parola dopo parola
ma non ho disciplina
fottiti tu
e tutte le tue personalità
che poi in fondo
è sempre e solo una

leggo Ferlinghetti
ad alta voce
in lingua originale
ed è uno spettacolo
il suo modo di immaginare
accostare
incastrare
le parole
ognuna col proprio valore
ognuna con la sua direzione
che sa dove andare a colpire

* Licantropo – Marta sui tubi