che non ti ho detto neanche addio *

dove hai imparato a curare
le ferite col sale?
forse, qualcuno potrebbe
pure darti ragione
ma al posto del cuore
hai un microchip emozionale
sperare in una vita normale
un’ipocrisia a cui potersi aggrappare
le borse firmate
il té alle cinque
e il mignolo d’alzare
sai solo fingere di amare
però, ti riesce bene

* Amanda Lear – Baustelle

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e parlo male, ma penso peggio *

sono stato troppo lontano
da queste righe
senza un motivo particolare
forse dovevo riordinare
un po’ di casini
riporre e catalogare
scatole di ricordi
e di emozioni
tenerli lontani
dagli occhi e dal cuore
come se questo potesse bastare
forse avevo solo bisogno
di un nuovo punto di osservazione
di una distanza da cui guardare
con un angolo migliore

ma qui e ora
a questo suono di penna
sul foglio
mi emoziono ancora
che se chiudo gli occhi
respiro aria nuova
sto imparando a lasciarti
sul bianco
parola dopo parola
ma non ho disciplina
fottiti tu
e tutte le tue personalità
che poi in fondo
è sempre e solo una

leggo Ferlinghetti
ad alta voce
in lingua originale
ed è uno spettacolo
il suo modo di immaginare
accostare
incastrare
le parole
ognuna col proprio valore
ognuna con la sua direzione
che sa dove andare a colpire

* Licantropo – Marta sui tubi