non sei riuscita a cambiarmi, non ti ho cambiata lo sai *

non ho paura
di questo pensiero
che torna di notte
ogni tanto
o forse a cadenza regolare
forse quando inizia
la bella stagione
e mi tornano in mente
quei pomeriggi al mare
con la voglia di poterti
toccare
e ti fissavo così a lungo
che tu, sorridendo, dicevi:
che hai da guardare?

* Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio De Andrè

anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti *

Ma stavo parlando di mafia. Anzi volevo parlarne. Qualcuno dice che non esiste più, qualcuno che non è mai esistita. Falcone diceva che è fatta da uomini e quindi in quanto tale potrà essere sconfitta. Falcone ha dato la sua vita, solo per essere ricordato il giorno dell’anniversario della sua morte. Come tanti altri. Si rispolverano vecchie fotografie e vecchie frasi significative e poi finita la giornata si ritirano e si conservano nei cassetti e negli scompartimenti della memoria, giusto per essere tirate fuori fra trecentosessantacinque giorni. La mafia è fatta di uomini, dagli uomini. Questo è vero. Ma è anche un concetto radicato nel nostro modo di vivere, anche in piccole dosi. Certo esistono posti in cui le dosi sono massicce. In cui la mafia non è solo un concetto, ma un’identità. Ci sono posti in Italia in cui lo stato è, ancora, escluso e assente. In cui le regole si piegano, le leggi vengono respinte al mittente. In cui lo stato non ha nessuna importanza o rilevanza. Anzi, viene visto solo come un nemico. Ora gran parte di questo è dovuto alla politica, al modo di gestire la cosa pubblica. Quando senti un politico dire che bisogna abbassare le tasse perché è insopportabile che lo Stato si prenda tutti i vostri guadagni, se ci pensiamo bene è una sorta di pensiero mafioso. Il politico ammicca, mentre dipinge lo Stato che rappresenta come un nemico del popolo. Sanguisuga e ingiusto. E molti di noi lo pensano, anzi la maggioranza. Un cane che si morde la coda. Questo è un esempio ma ne possiamo citare tanti altri. Ogni volta che si cerca di fottere lo stato. Ogni volta che deturpiamo la cosa pubblica. Ogni volta che aggiriamo le regole. Ogni volta che ci rivolgiamo ad altri per avere giustizia o conforto. Ogni volta che cerchiamo una scappatoia o una scorciatoia per arrivare a una meta, a un obiettivo. Ogni volta che davanti a un’ingiustizia restiamo in silenzio. Ogni volta che ci giriamo dall’altra parte, facendo finta di niente. Ogni volta che scambiamo un diritto per un favore. Ogni volta, non facciamo altro che alimentare un pensiero parastatale, parallelo, e il massimo esponente di questo concetto è proprio la malavita organizzata, perché nasce col nome mafia e poi a seconda del territorio o delle condizioni cambia nome e diventa camorra, ndrangheta, sacra corona, colletti bianchi, eminenze grigie. Così anche io oggi posterò una foto di Falcone, con qualche bella frase, per mettermi a posto con la coscienza, giusto fino a fine luglio, e nel mentre andrò a cercare una raccomandazione per il prossimo concorso statale.

* Canzone del maggio – Fabrizio De André