ma niente non ce la faccio mi dispiace, oggi mi state tutti sul cazzo *

Io non so più cosa mi aspetto da questo paese. Non so più se vale la pena aspettarsi qualcosa e poi puntualmente farsi deludere. Sai che potrebbe essere più semplice se solo riuscissi a dividere questo peso in due parti uguali e dimezzare la fatica. Ma non credo più nemmeno in questo. All’anima gemella. All’anima de li mortacci tua, e nostri. Per cosa poi? Per continuare a tirare avanti quest’idea della famiglia in un certo modo, in una direzione, con lo stesso senso di marcia. Passaggio obbligato per ogni essere umano, per essere accettato socialmente o per lo meno per essere considerato credibile tra tutti, tra gli idioti. Di questo stiamo parlando: di idioti. E di pezzi di merda che speculano sulle disgrazie e sulla vita delle persone, facendone di questo un progetto politico. Portando avanti, rievocandoli da un passato scuro, temi come l’odio, il razzismo, la supremazia occidentale, il sovranismo nazionale, i muri di recinzione. Non ci sono più le mezze stagioni, non sono più nemmeno le stagioni, ognuno faccia come cazzo gli pare. Dove andremo a finire quando non avremo più niente da smantellare? Non insegnate ai bambini la vostra morale, cantava Gaber in una canzone e quanto cazzo aveva ragione.

* Canta che ti passa – Zen Circus

Io vorrei che tu, che tu avessi qualcosa da dire, che parlassi di più, che provassi una volta a reagire, ribellandoti a quell’eterno incanto per vederti lottare contro chi ti vuole così, innocente e banale donna *

Mare, solitudine e malinconia. Un bel miscuglio per un racconto, mentre in sottofondo una canzone non fa che alimentare tutto. Posso essere molto più bravo di così, se voglio. Ma ho capito molte cose. Ho capito che è veramente difficile, se non impossibile, superare le abitudini, rinunciare a tutta una serie di consuetudini e ricominciare con delle altre nuove. Loro ti vogliono così e tu non puoi deluderli. Non più. Sono stato un personaggio scomodo nella tua vita e lo sono ancora. Nonostante tutto o malgrado tutto. Le famiglie che fanno sodalizi ancora prima dei figli, instaurando rapporti duraturi e confidenziali, come si può dare una scossa a tutto questo, rompendo gli equilibri, solo per un capriccio? Solo per una stronzata che molti chiamano amore, quasi sempre sconveniente? Non puoi, quindi silenziosamente ti appresti a seguire passo a passo il corso “naturale” che tutto questo comporta. Senza obiezioni. Senza esitazioni. Se non quelle avute in quelle notti clandestine a fare finta di vivere un’altra vita. A fare finta di scrivere un’altra storia. Dimenticare tutto, almeno su quel letto. In quell’intrecciarsi di corpi, sorrisi e, infine, lacrime. Calde e profonde. E poi silenzio, fino a non sentirne più il rumore. Fino a quando non farà più male.

* … e poi mi parli di una vita insieme – Vasco Rossi

puoi chiarmarci se vuoi ragazzi persi… *

a chi invecchia
solo per abitudine
o per tradizione
e passa da un luogo comune
a un altro luogo comune
senza nessuna resistenza
nessuna obiezione

ci sono occhi
che hanno potere
di parola
e sorrisi
che mi disarmano
ancora

questo
vi volevo dire

* Mai come voi – Tre Allegri Ragazzi Morti

che è tutta una vita che passo da qua e ancora rischio di perdermi *

ho la barba bianca
e troppe cose
ancora da imparare

leggimi
cercami
scrivimi
io resto qui
con i miei fantasmi
l’amore passato
l’amore presente
l’amore futuro
tutto quello di cui
abbiamo bisogno
è amore
anche se a volte
una sana scopata
non sarebbe male

un gesto d’impulso
l’istinto che sale
alzare una mano
continuare a lottare

* La linea della vita – Francesco De Gregori