don’t leave me high, don’t leave me dry *

mi scuso
per tutte le volte
che me la prendo
con te
quando, invece, ce l’ho
con il mondo
è che tu mi capisci
meglio di chiunque altro
perché, come me, soffri
questa ostinata
frenetica
isterica
ricerca della perfezione
l’ipocrisia della convenzione
il sonno della ragione
solo che io, a differenza di te,
a volte sono un coglione
così, spero che ancora
mi saprai perdonare
perché senza di te
spesso non so dove
andare a parare
come rifugiarsi
in una bella vecchia canzone
che nonostante gli anni
ti riesce ancora a stupire

* High and dry – Radiohead

d’amore di morte e di altre sciocchezze *

ho scritto un romanzo
che non cercherò mai
di pubblicare
e ora non ho più
una storia
da raccontare
ho cominciato a girarci attorno
talmente tanto
che l’ho ingarbugliata
e non trovo più
una via d’uscita
così mi ritrovo
al bar di notte
a parlare d’amore
di morte
e di altre sciocchezze
anche se mi piacerebbe
toccarle le trecce
o, perché no, anche le tette
ma finisco con l’ubriacarmi
per non essere più triste

* D’amore, di morte e di altre sciocchezze – Francesco Guccini

I once loved a woman, a child I am told, I give her my heart but she wanted my soul, but don’t think twice, it’s all right *

t’ho vista
tra le linee
di una ragazza spagnola
in un locale a Cracovia
ogni tanto ti sento ancora
dentro
non sto mentendo
un qualcosa di denso
acido
più di un limone
vorrei poter dire
che fa male
ma, invece, è solo delusione
ciò che poteva
ciò che doveva
ciò che è diventato
un gioiello rubato
un volo mancato
un sogno rattrappito

* Don’t think twice, it’s all right – Bob Dylan

ma niente non ce la faccio mi dispiace, oggi mi state tutti sul cazzo *

Io non so più cosa mi aspetto da questo paese. Non so più se vale la pena aspettarsi qualcosa e poi puntualmente farsi deludere. Sai che potrebbe essere più semplice se solo riuscissi a dividere questo peso in due parti uguali e dimezzare la fatica. Ma non credo più nemmeno in questo. All’anima gemella. All’anima de li mortacci tua, e nostri. Per cosa poi? Per continuare a tirare avanti quest’idea della famiglia in un certo modo, in una direzione, con lo stesso senso di marcia. Passaggio obbligato per ogni essere umano, per essere accettato socialmente o per lo meno per essere considerato credibile tra tutti, tra gli idioti. Di questo stiamo parlando: di idioti. E di pezzi di merda che speculano sulle disgrazie e sulla vita delle persone, facendone di questo un progetto politico. Portando avanti, rievocandoli da un passato scuro, temi come l’odio, il razzismo, la supremazia occidentale, il sovranismo nazionale, i muri di recinzione. Non ci sono più le mezze stagioni, non sono più nemmeno le stagioni, ognuno faccia come cazzo gli pare. Dove andremo a finire quando non avremo più niente da smantellare? Non insegnate ai bambini la vostra morale, cantava Gaber in una canzone e quanto cazzo aveva ragione.

* Canta che ti passa – Zen Circus

davanti ad un distributore automatico di fiori dell’aeroporto di Bruxelles, anch’io chiuso in una bolla di vetro *

e invece di fare il nostro gioco
finiamo sempre in cunicolo
a scivolare a fondo
ad andare indietro
a prendere il peggio
panem et circenses
e tutto il resto
non ha più importanza
basta qualche culo
e qualche risata finta
per non pensare più
al dramma che ci circonda
il mondo si sbriciola
sotto i nostri piedi
e l’unica cosa
a cui riusciamo a pensare
è il denaro
l’apparire che supera l’essenza
quasi senza vergogna
nessun pudore
ad ogni costo
l’ostentazione
gli oggetti che hanno più rilevanza
dell’essere umano stesso
e se non mi vedi in televisione
io non esisto
e non ho nessuna voce in capitolo
nella guerra degli standard
vince chi riesce a colpire alla pancia
non sappiamo più costruire una ruota
ma non possiamo vivere senza
il tripudio dell’ignoranza
e chi potrebbe fare la differenza
per non essere emarginato
si adegua di conseguenza
e allora cosa vogliamo insegnare ai nostri figli
se ancora noi stessi non abbiamo
imparato nulla del passato,
dalla storia che ci ha preceduto?
cosa vogliamo dire
se non abbiamo nulla da obiettare
se ci siamo arresi al mondo per convenzione
e forse pure per convenienza
facendoci distrarre senza opporre resistenza
adagiati sui cuscini della finta opulenza
di un presente a debito
che non sapevamo di non poterci permettere
e, soprattutto, pagandone ogni conseguenza
quale autorità, quale dignità, possiamo avere
se non abbiamo fatto nessuna rivoluzione?
se abbiamo subito tutto
come se fosse l’unico percorso normale?
l’unica strada possibile da seguire
e se qualcuno ha qualcosa da dire
siete pregati di parlare
o di non dire nulla
fino all’estinzione

* Davanti ad un distributore automatico di fiori dell’aeroporto di Bruxelles, anch’io chiuso in una bolla di vetro – Lucio Battisti

come sempre farò del mio peggio perchè è quello che ti aspetti da me *

e anche se
dividi in due il tuo nome
per sembrare più figa
rimani sempre
una testa di cazzo
intera

* Messaggi a nessuno – Giorgio Canali & Rossofuoco