frutta e frazioni

perché devo credere di essere
l’altra metà di una mela
e non posso semplicemente
esserne una intera?
che avete rotto il cazzo:
trovati qualcuno con cui stare
che ti devi sistemare
un lavoro
una famiglia
dei figli da accudire
e tutti i passaggi
del vivere comune
una casa
una macchina
le rate da pagare
una felicità
da inseguire
senza mai riuscirne a godere
andare solo avanti
come in un videogioco bidimensionale
la vita è quello che ci accade
mentre continuiamo a progettare
un lieto fine
ma esiste un solo
vero finale
a cui nessuno può sfuggire
fate quel cazzo che vi pare
iniziate a ballare
a cantare
anche se nessuno vi sta ad ascoltare
ridere spesso e piangere
non solo di dolore
amare
e lasciarsi ancora stupire

Grazie a Musa – a piedi scalzi. Un suo post ha ispirato questo.

e proprio questo mi spaventa siamo diventati brutti *

anime in fiamme
lacerate
lascio idee
sul bordo della strada
mutilate
non ditemi che
andrà tutto bene
non lo fate

* Viva – Zen Circus

despite all my rage I am still just rat in cage *

pensavo che “restare per cambiare”
fosse un bel nome
per un’associazione
ma a distanza di tempo
mi chiedo
qual è la direzione
di questo cambiamento
sono io ad attuarlo
o solo a subirlo?
questo è il punto
sono io a contribuire
a cambiare questo posto
o è questo sputo di paese
che alla fine avrà la meglio?
conformandomi al peggio
in un continuo livellamento
verso il basso
fino a toccare il fondo

forse, la poesia ci potrà salvare
ma chi salverà la poesia
se un rutto avrà più valore?

* Bullet with butterfly wings – Smashing Pumpkins

memory is a stranger, history is for fools *

forse
é più semplice
odiare
perché si può
costruire in serie
senza sfumature

* Perfect sense (part 1) – Roger Waters

che questa maledetta notte dovrà pur finire *

come siamo arrivati
a questo punto?
ogni tanto
ve lo chiedete pure voi?
questo decadimento lento
a piccoli passi
verso il baratro
dell’inumanità

dalla mia stanza
posso comunicare
con qualsiasi posto
nel mondo
ma è lì che resto
quelle mura difendo
e se posso
tutto il resto offendo
e molto spesso,
non so manco di
che cazzo sto parlando

e allora
ci rassegneremo a questa
involuzione?
oppure,
cercheremo di reagire
a quest’odio irrazionale?
la cultura ci potrà salvare
ma prima, chiamami ancora
amore

* Chiamami ancora amore – Roberto Vecchioni

quando io sto fermo è perché ho qualcosa in mente *

se ti vedo e non mi viene voglia
di mandarti a fanculo
ho fatto passi da gigante
per uscire da quel tunnel
d’impotenza
quando il mondo sembra
crollarti addosso
e sei completamente solo
magari, al buio
e urlare è solo un modo
per farsi sentire
ma non è di nessun aiuto
e consuma pure ossigeno
non sono mai stato bravo a mentire
tanto meno riuscire a conviverci
anche se ho tenuto dentro
molti segreti
e per non impazzire
li ho dovuti lasciare in quaderni
nascosti in cassetti a caso
che ogni tanto rileggo
per vedere se siano stati
almeno reali
e puntualmente
sembrano vite passate
che quasi non mi appartengono
che guardo con un certo distacco
e un senso di compassione,
a volte, fuori luogo
non sono mai stato bravo
a mentire
soprattutto a me stesso
anche con tutto l’impegno
che posso
e quando mi guardo allo specchio
mi vedo più vecchio
e anche se ultimamente
molto più spesso odio questo posto
non ho nessun rimpianto
ve lo garantisco

* Sono=sono – Bluvertigo

alcol e ibuprofene

anche se questo posto
è in lenta decomposizione
e mi tocca curare
il male di vivere
con alcol e ibuprofene
c’è ancora
qualcosa che mi trattiene
e mi manda in confusione
io l’ho chiamata:
legge della gravità affettiva
o emozionale
tutte le persone
a cui vuoi veramente bene
ti costringono a restare
senza obbligarti
solo sul preventivo
di quanto potranno
mancarti

if you want me I’ll be in the bar *

a volte non vorrei
essere così sentimentale
davanti a questi tramonti
intensi nel rosso
vorrei essere impermeabile
e lasciare tutto
scorrermi addosso
senza sentirne il gusto
l’essenza, il potere
di rievocare
di scatenare
un gesto
un sorriso
un pianto
di una singola lacrima
che piano piano
si accumula
colma l’occhio
e scivola sul volto
lasciando un solco
che all’istante si secca
e un sapore salato
vicino alla bocca
a volte vorrei fuggirti
dividerti in piccoli frammenti
di bene e di male
e poi farne la conta
pesarli su una bilancia
e convincermi
che non vale la pena
lottare una guerra
immaginaria

* A case of you – Joni Mitchell

anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti *

Ma stavo parlando di mafia. Anzi volevo parlarne. Qualcuno dice che non esiste più, qualcuno che non è mai esistita. Falcone diceva che è fatta da uomini e quindi in quanto tale potrà essere sconfitta. Falcone ha dato la sua vita, solo per essere ricordato il giorno dell’anniversario della sua morte. Come tanti altri. Si rispolverano vecchie fotografie e vecchie frasi significative e poi finita la giornata si ritirano e si conservano nei cassetti e negli scompartimenti della memoria, giusto per essere tirate fuori fra trecentosessantacinque giorni. La mafia è fatta di uomini, dagli uomini. Questo è vero. Ma è anche un concetto radicato nel nostro modo di vivere, anche in piccole dosi. Certo esistono posti in cui le dosi sono massicce. In cui la mafia non è solo un concetto, ma un’identità. Ci sono posti in Italia in cui lo stato è, ancora, escluso e assente. In cui le regole si piegano, le leggi vengono respinte al mittente. In cui lo stato non ha nessuna importanza o rilevanza. Anzi, viene visto solo come un nemico. Ora gran parte di questo è dovuto alla politica, al modo di gestire la cosa pubblica. Quando senti un politico dire che bisogna abbassare le tasse perché è insopportabile che lo Stato si prenda tutti i vostri guadagni, se ci pensiamo bene è una sorta di pensiero mafioso. Il politico ammicca, mentre dipinge lo Stato che rappresenta come un nemico del popolo. Sanguisuga e ingiusto. E molti di noi lo pensano, anzi la maggioranza. Un cane che si morde la coda. Questo è un esempio ma ne possiamo citare tanti altri. Ogni volta che si cerca di fottere lo stato. Ogni volta che deturpiamo la cosa pubblica. Ogni volta che aggiriamo le regole. Ogni volta che ci rivolgiamo ad altri per avere giustizia o conforto. Ogni volta che cerchiamo una scappatoia o una scorciatoia per arrivare a una meta, a un obiettivo. Ogni volta che davanti a un’ingiustizia restiamo in silenzio. Ogni volta che ci giriamo dall’altra parte, facendo finta di niente. Ogni volta che scambiamo un diritto per un favore. Ogni volta, non facciamo altro che alimentare un pensiero parastatale, parallelo, e il massimo esponente di questo concetto è proprio la malavita organizzata, perché nasce col nome mafia e poi a seconda del territorio o delle condizioni cambia nome e diventa camorra, ndrangheta, sacra corona, colletti bianchi, eminenze grigie. Così anche io oggi posterò una foto di Falcone, con qualche bella frase, per mettermi a posto con la coscienza, giusto fino a fine luglio, e nel mentre andrò a cercare una raccomandazione per il prossimo concorso statale.

* Canzone del maggio – Fabrizio De André