la mia generazione senza vento, sono qui, aspetterò *

mi piace
l’odore della terra
quando spiove
specie in estate
quando tra le nuvole
esce il sole
non sarete
sempre giovani
e invincibili
da poter vivere
alla giornata
come viene
e se non pensate
al futuro,
a una rete di protezione,
nessuno lo farà
per voi
non certo
questa classe dirigente
che non vede
oltre le proprie scarpe
non vi piacerebbe
vivere in una società migliore?
senza odio
senza negazione
in cui ci si possa
fidare
gli uni degli altri
you may say I’m dreamer
e forse c’hai ragione
non ho più voglia
di cercare di convincere
le persone
che qualcosa di buono
si può fare
il vostro disinteresse
uccide la mia speranza,
la mia voglia di lottare
forse è meglio
andare altrove?

* Sole spento – Timoria

morgana! *

sai
non lo sai
e non sarò certo io
a dirtelo
ogni cosa
cessa di avere importanza
nell’indifferenza

piano inclinato
tutto scorre
verso il fondo
inesorabilmente
e io
non oppongo
resistenza alcuna
a un certo punto
comincia a piacermi
e mi godo
il paesaggio
anche se fa schifo
penso
ma non ne sono più sicuro
sicuro, cosa vuol dire ora?
in questo preciso momento
dove tutto è precario
anche se lo è sempre stato
che ci chiamano giovani
fino a quarant’anni
perché siamo acrobati
su un filo
perché ci hanno incastrato
in un’instabilità
senza via d’uscita
con le loro scelte
di merda
le parole sono importanti
benché qualcuno
dica che contano le intenzioni
ma quando usi un termine
piuttosto che un altro
non lo fai intenzionalmente
o usate le parole a caso
giusto per dare fiato?
sono passati
più di vent’anni
e siamo ancora fermi
a quelli che ben pensano

* Fata Morgana – Litfiba

fanculo a chi non ha iniziato niente e a te dice che è finita *

c’è tempo e modo, credetemi.
bisogna solo avere la voglia, anche se vi diranno che quella da sola non basta, che non è mai bastata.
non lasciate che siano gli altri a dirvi cosa sognare, non prendete in prestito quelli dei vostri padri ma cercatene nuovi. non ascoltate chi vi dice è andata sempre così e così sempre dovrà andare, senza possibilità di cambiare. non lasciatevi spiegare come va il mondo da chi non è mai uscito dal suo recinto, da uno sputo di paese. pensate al mondo in continua rivoluzione, pensate al passaggio dall’analogico al digitale. pensate alle conquiste sui diritti civili, sulla dignità di esseri umani, anche se ancora siamo lontani dalla perfezione. pensate al divorzio e alla liberazione che ha portato che “per sempre” è solo un modo per tenerci prigionieri. pensate alla rete, alla velocità della comunicazione, pensate se qualcuno avesse detto: restiamo ai segnali di fumo, che mi trovo bene. un’idea diversa fa sempre paura a chi per troppo tempo ha tenuto il culo sulla poltrona. non delegate, non più. non abbiate paura di stare da una parte. “libertà è partecipazione” diceva Gaber in una sua canzone ed è ancora la migliore definizione che sono riuscito a trovare.

* C’eravamo tanto sbagliati – Lo stato sociale

In fondo è bello però, il mio paese e io ci sto *

Ricordiamoci di questo, a futura memoria:
mettere i figli, i nipoti, i cugini idioti, i parenti tutti, i congiunti, gli amici cari, i colleghi, i trombati politici, nelle pubbliche amministrazioni, nei posti chiave dirigenziali, in un cazzo di ufficio sperduto nella provincia remota, con le, manco tanto nascoste, raccomandazioni, con lo scavalcamento delle graduatorie, con le solite spintarelle all’italiana, alla lunga si paga, perché quest’emergenza, ancora più della normale quotidianità, ha mostrato tutta l’incapacità di una classe dirigente che non prevede, non coltiva, non controlla, non informa, non pensa a lungo termine, se non per il proprio tornaconto personale, magari la propria pensione. E poi quando l’imprevedibile accade ci troviamo senza scudi, senza difese, e senza nessuno che sappia agire come si deve, o per lo meno parlare in modo adeguato, pronto solo a fare il solito gioco, l’infinito e collaudato scaricabarile. Senza vergogna, ma con presunzione. Chi ci sta fregando il presente, cercherà di fotterci anche il futuro.

* E io ci sto – Rino Gaetano

ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare *

a cosa mi servirà
questo sapere
non è dato sapere
ma ho cercato di coprire
le mancanze del mio retaggio
la conoscenza
per sentirmi a mio agio
nel mondo
e anche se non ci sono riuscito
ci provo ogni giorno
un libro
che sa farmi viaggiare
scoprire cose nuove
un disco
che sa trasportarmi
in strane atmosfere
un quadro
che sa stupirmi
con pennellate di immaginazione
un film
che riesce, ancora,
a farmi emozionare
a regalarmi una scena da citare

mi piacerebbe,
con lo stesso stupore
di ammirazione
per il successo
o per la ricchezza,
di una persona
sentire dire
che è colta

* Quattro stracci – Francesco Guccini

ma vedrai che andrà bene, andrà tutto bene *

e poi,
alla fine
nessuno avrà colpe
solo chi muore

andrà tutto bene,
solo se andrà bene
per tutti

andrà tutto bene,
soprattutto per chi
ancora una volta
riuscirà a farla franca
a sfuggire alle colpe
a galleggiare
nella propria merda

* Al di là dell’amore – Brunori Sas

i corsi di paura, ricorsi della storia, per trattenerci in una morsa senza memoria *

feccia
vestita in abiti buoni
che si nasconde
nei modi gentili
nel salutare i vicini
e siede su poltrone
di pelle
di essere umani
con vanto e indifferenza
ormai senza vergogna
frequenta
corsi di aggiornamento
sulla violenza
in ogni sua forma
in attesa
di ritornare a galla
cercando di inoculare
la paura
per proporre sempre
la stessa cura

* Andrà tutto bene – Levante