fai rumore, qui *

esci da questa stanza
da questa testa
da questo sogno
da questo pensiero
così martellante
da questa voglia
di stringerti
e raccontarti tutto
esci da queste scarpe
che fanno male
a camminare
esci da queste mani
da polpastrelli
che ti desiderano
esci da questi occhi
da questi sensi
che ti cercano
nei posti più disparati
nei momenti più disperati
esci da quest’amore
da questo cuore
da una rima banale
da tutto quello
che mi appartiene
dalle parole
che vorrei scrivere
ma le nascondo
esci e non tornare
fai il giro lungo
non usare il navigatore
che ti riporta
sempre a casa
esci e dimentica
il mio nome
anche se ti somiglia
anche se mi somiglia

* Fai rumore – Diodato

alcol, ricordi e sentimentalismi scadenti

mi manca
guardarti
da vicino
con gli occhi
e con le mani

l’attesa
di un incontro
diventa
mancanza
vince chi
sa dimenticare
se non era amore
che ne parliamo a fare?
dove voglio arrivare
in questa notte
di alcol e ricordi
e sentimentalismi scadenti
cantare a squarciagola
come a vent’anni
non avevamo sonno
ma eravamo stronzi
molti vorrei
e mille se potessi
una costellazione di sbagli
e sogni ricorrenti
la potenza di un bacio
scavalca un bancone
di un locale pieno
di gente
non ho mai avuto paura
di amarti
nemmeno qui e adesso
o in qualsiasi altro posto

di come salveremo il mondo o per lo meno il nostro *

nascondo quello che scrivo
dietro un muro di carta
quello che conta
ciò che non ha importanza
nel volto di un attrice
ne ricordo un altro
un sopracciglio alzato
e un maledetto
meraviglioso sorriso
di cui mi sono innamorato

l’essenza di un sentimento
racchiuso in uno sguardo
la spinta più potente
per cambiare il mondo
o per lo meno il nostro
l’amore pecca di presunzione
e manca di prudenza
diceva: tu sei tutto mio
ma non ero abbastanza

* Di che cosa parla veramente una canzone – Tre allegri ragazzi morti

ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente *

sotto questa corazza
sono fatto di vetro
e se mi lasciassi toccare
potrei rompermi
frantumarmi
e poi trascorrere anni
a raccogliere i cocci
e ricomporli
per dargli una parvenza
d’uomo
certe notti ripenso
a quei giorni
a quel rincorrersi
silenzi e battiti
e ho paura
di non riuscire
a ricordali
di non riuscire più
ad amare in quel modo
perdermi in uno sguardo
per ritrovarmi

* Fango – Jovanotti

lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove *

la primavera
che mi sorprende ancora
le nespole
che iniziano a maturare
il giallo
mi ricorda il tuo costume
nelle giornate
in cui sono
di buon umore

* Altrove – Morgan

fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno *

voragini e solitudini
percepisco il vostro sforzo
di uniformarvi al resto
ma non me la sento oggi
di farvi i sorrisi finti
giusto per compiacervi
in un circolo vizioso
intriso di delusione
che se vi chiedessi
cosa vi fa star bene
non sapreste cosa dire
vestirsi bene prima della fine
aperitivi e panettone
sigarette su sigarette
senza nessuna vera emozione
e nessun proposito
su come essere umani
in un modo migliore
preferendo sempre
l’apparire all’essenza
l’opportunismo alla coerenza
all’amore la convenienza
all’amicizia l’appartenenza
la finta fede alla scienza
l’idiozia all’intelligenza

* Quelli che ben pensano – Frankie Hi-Nrg Mc

come se fosse la prima volta che ci si innamora, come se avessimo bisogno di imparare ancora, ancora, ancora *

vorrei ancora avere
quello stesso sguardo
che si perdeva
sulle tue labbra
mentre parlavi d’altro
per non parlare d’amore
del nostro amore

* Orfani dei cieli – Giorgio Canali & Rossofuoco

se c’è una cosa innaturale è doversi dare un bacio davanti a un pubblico ufficiale *

come abbiamo fatto a perderci?
ci sono sensazioni
che ritornano a galla
riflesso automatico
quasi come un richiamo
basta una parola
magari un luogo
o uno sguardo lontano
un gesto con la mano
ma non so dirti a che ora
se di notte o di mattino
anche se non ha nessuna importanza
come l’assenza
la resistenza
la convenienza
di un amore
un altro gioco di parole
prima della fine
prima che vada
tutto a puttane
risate e pugnalate
senza una sola frase da ricordare
tranne che:
se non mi vuoi sposare in chiesa
non ha senso stare insieme

che nella sua tragedia
mi ha fatto pure divertire
non ho bisogno di un dio
per avere una morale
per puntare a una pseudo-felicità
che non mi appartiene
perché t’avrei sposata
in riva al mare
senza bisogno di un prete
o di un messo comunale
per poterti baciare

* Secondo me – Brunori Sas

le tue unghie nella mia schiena sono un ricordo troppo lontano *

vengo qui per sfuggire
alla crudeltà del mondo
la musica in cuffia
e il cervello fuoriporta
in bolla di protezione
niente mi può toccare
nemmeno le tue parole
mentre Jim urla
love me two times
come se non ci fosse un domani
e forse non c’è
e allora resto
in questo eterno presente
intrappolato
in attesa di un cenno
di un gesto di disgelo
che so non arriverà
mi chiedo cosa ti costa
e perché devi farmi pagare
colpe che non ho
solo perché ti fa sentire
più forte di me?
mi tieni in bilico
e fatico a tenere a freno
i sussulti del cuore
ogni volta che torni e non vuoi restare
non è così facile
tenere a freno le mani
che ti vorrebbero toccare
e io non sono bravo
a nasconderle
a fare finta di niente
a farmi scivolare tutto addosso
tutto adesso
come se niente fosse
realmente successo
se tu ci riesci
lo metterò
tra i tuoi pregi e i miei svantaggi
ma non ho più voglia di
giocare a perdere pezzi
e poi recuperarli
ogni volta
e ogni volta ancora
fare un giro e ricominciare
senza mai imparare a difendermi

* Controvento – Giorgio Canali & Rossofuoco

so che mi puoi radiografare col tuo sguardo nucleare *

brandelli
di organi
e sentimenti
lasciati
per strada
a formare
un sentiero
di ricordi
amarsi intensamente
e poi non parlarsi
per il resto della vita
e ogni tanto
spiarsi dalla serratura
per un’idiozia
conquistata a fatica

* Veleno – Afterhours