oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente, cantando canzoni che è come cantare di niente *

ogni tanto mi fermo
e riprendo fiato
quando
delle parole sono stufo
cerco rifugio
nei posti che ho amato
nei luoghi che
mi hanno formato
come uomo
e allora Bologna
è sempre in cima alla lista
anche
nei giorni di pioggia
coi suoi portici
che sanno ripararmi
e quando ci cammino sotto
sanno pure rigenerarmi
non come momento
com’eravamo
ma piuttosto
a che punto siamo

e poi tornare a casa
ogni volta
è sempre più traumatico
con la voglia di mollare tutto
e la paura di non riuscire a farlo
le responsabilità
che t’inchiodano,
soprattutto quelle morali,
per una terra che, spesso,
non si merita il tuo sforzo
la tua dedizione
la tua voglia di fare
mettersi a disposizione
provare a migliorare
e ritornare alle parole
quelle di sempre
quelle che dicono tutto
ma non valgono più niente
che sono diventate vuote
per colpa delle mille promesse
tradite
da uomini che ritornano
periodicamente
a chiederti ancora
fiducia
perché questa volta
è la volta buona
senza sapere di cosa
quando, semplicemente,
potrebbe essere la volta buona
per non votarli
e lasciarli fuori
dai posti di comando e controllo
fuori dalle decisioni
a cui, ormai, non appartengono
perché fuori, lo sono già da anni,
da una realtà, da una società,
che è andata molto più avanti
del loro teatrino
che si ripete e si autoalimenta
riproponendo sempre
gli stessi gesti
le stesse parole vuote

* Bologna – Francesco Guccini

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle, è un eccesso di lucidità *

chissà cosa arriverà
prima
il sonno o la confusione?
sudore e imprecazioni
agosto
mi sta sul cazzo
perché probabilmente
ti dovrò vedere
che mi pare sempre
un festival di ricordi
che hanno solo
lasciato l’alone

certe volte
mi ritorna il dolore
per qualcosa
che non riesco
a capire
per qualche colpa
che non mi appartiene,
vorrei veramente
fare qualcosa
per rendere questo posto
migliore,
ma ogni piccolo passo
viene rimandato
due volte indietro
chi siamo?
dove siamo?
e dove vogliamo arrivare?
la legge del divenire,
mentre siamo sempre fermi
ad aspettare
chissà quale rivelazione
chissà quale vangelo
pronto a indicarci
la strada da seguire
siamo pecore
in cerca di un pastore
cervelli senza
manuale d’istruzione
fuggire, questa volta,
potrebbe veramente
servire
soprattutto, a mantenere
un equilibrio mentale

* La crisi – Bluvertigo

la mia generazione senza vento, sono qui, aspetterò *

mi piace
l’odore della terra
quando spiove
specie in estate
quando tra le nuvole
esce il sole
non sarete
sempre giovani
e invincibili
da poter vivere
alla giornata
come viene
e se non pensate
al futuro,
a una rete di protezione,
nessuno lo farà
per voi
non certo
questa classe dirigente
che non vede
oltre le proprie scarpe
non vi piacerebbe
vivere in una società migliore?
senza odio
senza negazione
in cui ci si possa
fidare
gli uni degli altri
you may say I’m dreamer
e forse c’hai ragione
non ho più voglia
di cercare di convincere
le persone
che qualcosa di buono
si può fare
il vostro disinteresse
uccide la mia speranza,
la mia voglia di lottare
forse è meglio
andare altrove?

* Sole spento – Timoria

e costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione *

il divario che ho sempre voluto colmare
non è quello della ricchezza
ma quello della conoscenza
non è detto che le ambizioni
debbano essere solo
ed esclusivamente
quanti più soldi riesci a fare
e quanto riesci a salire
nella scala sociale
grazie a questi
non m’interessano
non ho bisogno di queste
sicurezze
non è un fallimento,
abitare in questo posto
certo, ho rinunciato a tanto
a tante possibilità
ma necessariamente
è così che succede
ho scelto questi affetti
queste persone
con cui continuare
a crescere, invecchiare
non è detto che sia per sempre
non è detto che sia definitivo
tutto può cambiare
e non dico ipocritamente a me stesso
che va tutto bene
per convincermi di aver fatto
la scelta giusta
ci sono alti e bassi,
ci sono momenti intensi
e momenti vuoti,
delusioni e ripensamenti,
ma anche gioie,
piccoli momenti di felicità,
di orgoglio,
ci sono risate e pianti
riflessioni e incazzamenti
poesia e immondizia
merda, tanta
ma anche bellezza
ho scelto di restare,
di esserci per queste persone,
queste persone a cui
voglio bene
queste persone che
me ne vogliono
anche questo è vivere la propria vita
secondo una direzione

mi capita
di stare
ore ed ore
senza parlare
rimuginare
nel silenzio
che del mio cervello
posso sentirne il rumore
e poi
all’improvviso
mi metto a cantare
una canzone

* Costruire – Niccolò Fabi

fanculo a chi non ha iniziato niente e a te dice che è finita *

c’è tempo e modo, credetemi.
bisogna solo avere la voglia, anche se vi diranno che quella da sola non basta, che non è mai bastata.
non lasciate che siano gli altri a dirvi cosa sognare, non prendete in prestito quelli dei vostri padri ma cercatene nuovi. non ascoltate chi vi dice è andata sempre così e così sempre dovrà andare, senza possibilità di cambiare. non lasciatevi spiegare come va il mondo da chi non è mai uscito dal suo recinto, da uno sputo di paese. pensate al mondo in continua rivoluzione, pensate al passaggio dall’analogico al digitale. pensate alle conquiste sui diritti civili, sulla dignità di esseri umani, anche se ancora siamo lontani dalla perfezione. pensate al divorzio e alla liberazione che ha portato che “per sempre” è solo un modo per tenerci prigionieri. pensate alla rete, alla velocità della comunicazione, pensate se qualcuno avesse detto: restiamo ai segnali di fumo, che mi trovo bene. un’idea diversa fa sempre paura a chi per troppo tempo ha tenuto il culo sulla poltrona. non delegate, non più. non abbiate paura di stare da una parte. “libertà è partecipazione” diceva Gaber in una sua canzone ed è ancora la migliore definizione che sono riuscito a trovare.

* C’eravamo tanto sbagliati – Lo stato sociale

In fondo è bello però, il mio paese e io ci sto *

Ricordiamoci di questo, a futura memoria:
mettere i figli, i nipoti, i cugini idioti, i parenti tutti, i congiunti, gli amici cari, i colleghi, i trombati politici, nelle pubbliche amministrazioni, nei posti chiave dirigenziali, in un cazzo di ufficio sperduto nella provincia remota, con le, manco tanto nascoste, raccomandazioni, con lo scavalcamento delle graduatorie, con le solite spintarelle all’italiana, alla lunga si paga, perché quest’emergenza, ancora più della normale quotidianità, ha mostrato tutta l’incapacità di una classe dirigente che non prevede, non coltiva, non controlla, non informa, non pensa a lungo termine, se non per il proprio tornaconto personale, magari la propria pensione. E poi quando l’imprevedibile accade ci troviamo senza scudi, senza difese, e senza nessuno che sappia agire come si deve, o per lo meno parlare in modo adeguato, pronto solo a fare il solito gioco, l’infinito e collaudato scaricabarile. Senza vergogna, ma con presunzione. Chi ci sta fregando il presente, cercherà di fotterci anche il futuro.

* E io ci sto – Rino Gaetano

e proprio questo mi spaventa siamo diventati brutti *

anime in fiamme
lacerate
lascio idee
sul bordo della strada
mutilate
non ditemi che
andrà tutto bene
non lo fate

* Viva – Zen Circus

who’s in the bunker? *

mi piacerebbe essere
più ironico
e tagliente
nella scrittura
ma dovrei esercitarmi
con più impegno
per fare finta
di non sentire
il fetore
del vostro vivere
per luogo comune
essere morti dentro
e pensare di vivere
nel modo migliore

* Ideoteque – Radiohead

quando io sto fermo è perché ho qualcosa in mente *

se ti vedo e non mi viene voglia
di mandarti a fanculo
ho fatto passi da gigante
per uscire da quel tunnel
d’impotenza
quando il mondo sembra
crollarti addosso
e sei completamente solo
magari, al buio
e urlare è solo un modo
per farsi sentire
ma non è di nessun aiuto
e consuma pure ossigeno
non sono mai stato bravo a mentire
tanto meno riuscire a conviverci
anche se ho tenuto dentro
molti segreti
e per non impazzire
li ho dovuti lasciare in quaderni
nascosti in cassetti a caso
che ogni tanto rileggo
per vedere se siano stati
almeno reali
e puntualmente
sembrano vite passate
che quasi non mi appartengono
che guardo con un certo distacco
e un senso di compassione,
a volte, fuori luogo
non sono mai stato bravo
a mentire
soprattutto a me stesso
anche con tutto l’impegno
che posso
e quando mi guardo allo specchio
mi vedo più vecchio
e anche se ultimamente
molto più spesso odio questo posto
non ho nessun rimpianto
ve lo garantisco

* Sono=sono – Bluvertigo

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