In fondo è bello però, il mio paese e io ci sto *

Ricordiamoci di questo, a futura memoria:
mettere i figli, i nipoti, i cugini idioti, i parenti tutti, i congiunti, gli amici cari, i colleghi, i trombati politici, nelle pubbliche amministrazioni, nei posti chiave dirigenziali, in un cazzo di ufficio sperduto nella provincia remota, con le, manco tanto nascoste, raccomandazioni, con lo scavalcamento delle graduatorie, con le solite spintarelle all’italiana, alla lunga si paga, perché quest’emergenza, ancora più della normale quotidianità, ha mostrato tutta l’incapacità di una classe dirigente che non prevede, non coltiva, non controlla, non informa, non pensa a lungo termine, se non per il proprio tornaconto personale, magari la propria pensione. E poi quando l’imprevedibile accade ci troviamo senza scudi, senza difese, e senza nessuno che sappia agire come si deve, o per lo meno parlare in modo adeguato, pronto solo a fare il solito gioco, l’infinito e collaudato scaricabarile. Senza vergogna, ma con presunzione. Chi ci sta fregando il presente, cercherà di fotterci anche il futuro.

* E io ci sto – Rino Gaetano

e proprio questo mi spaventa siamo diventati brutti *

anime in fiamme
lacerate
lascio idee
sul bordo della strada
mutilate
non ditemi che
andrà tutto bene
non lo fate

* Viva – Zen Circus

who’s in the bunker? *

mi piacerebbe essere
più ironico
e tagliente
nella scrittura
ma dovrei esercitarmi
con più impegno
per fare finta
di non sentire
il fetore
del vostro vivere
per luogo comune
essere morti dentro
e pensare di vivere
nel modo migliore

* Ideoteque – Radiohead

quando io sto fermo è perché ho qualcosa in mente *

se ti vedo e non mi viene voglia
di mandarti a fanculo
ho fatto passi da gigante
per uscire da quel tunnel
d’impotenza
quando il mondo sembra
crollarti addosso
e sei completamente solo
magari, al buio
e urlare è solo un modo
per farsi sentire
ma non è di nessun aiuto
e consuma pure ossigeno
non sono mai stato bravo a mentire
tanto meno riuscire a conviverci
anche se ho tenuto dentro
molti segreti
e per non impazzire
li ho dovuti lasciare in quaderni
nascosti in cassetti a caso
che ogni tanto rileggo
per vedere se siano stati
almeno reali
e puntualmente
sembrano vite passate
che quasi non mi appartengono
che guardo con un certo distacco
e un senso di compassione,
a volte, fuori luogo
non sono mai stato bravo
a mentire
soprattutto a me stesso
anche con tutto l’impegno
che posso
e quando mi guardo allo specchio
mi vedo più vecchio
e anche se ultimamente
molto più spesso odio questo posto
non ho nessun rimpianto
ve lo garantisco

* Sono=sono – Bluvertigo

alcol e ibuprofene

anche se questo posto
è in lenta decomposizione
e mi tocca curare
il male di vivere
con alcol e ibuprofene
c’è ancora
qualcosa che mi trattiene
e mi manda in confusione
io l’ho chiamata:
legge della gravità affettiva
o emozionale
tutte le persone
a cui vuoi veramente bene
ti costringono a restare
senza obbligarti
solo sul preventivo
di quanto potranno
mancarti

anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti *

Ma stavo parlando di mafia. Anzi volevo parlarne. Qualcuno dice che non esiste più, qualcuno che non è mai esistita. Falcone diceva che è fatta da uomini e quindi in quanto tale potrà essere sconfitta. Falcone ha dato la sua vita, solo per essere ricordato il giorno dell’anniversario della sua morte. Come tanti altri. Si rispolverano vecchie fotografie e vecchie frasi significative e poi finita la giornata si ritirano e si conservano nei cassetti e negli scompartimenti della memoria, giusto per essere tirate fuori fra trecentosessantacinque giorni. La mafia è fatta di uomini, dagli uomini. Questo è vero. Ma è anche un concetto radicato nel nostro modo di vivere, anche in piccole dosi. Certo esistono posti in cui le dosi sono massicce. In cui la mafia non è solo un concetto, ma un’identità. Ci sono posti in Italia in cui lo stato è, ancora, escluso e assente. In cui le regole si piegano, le leggi vengono respinte al mittente. In cui lo stato non ha nessuna importanza o rilevanza. Anzi, viene visto solo come un nemico. Ora gran parte di questo è dovuto alla politica, al modo di gestire la cosa pubblica. Quando senti un politico dire che bisogna abbassare le tasse perché è insopportabile che lo Stato si prenda tutti i vostri guadagni, se ci pensiamo bene è una sorta di pensiero mafioso. Il politico ammicca, mentre dipinge lo Stato che rappresenta come un nemico del popolo. Sanguisuga e ingiusto. E molti di noi lo pensano, anzi la maggioranza. Un cane che si morde la coda. Questo è un esempio ma ne possiamo citare tanti altri. Ogni volta che si cerca di fottere lo stato. Ogni volta che deturpiamo la cosa pubblica. Ogni volta che aggiriamo le regole. Ogni volta che ci rivolgiamo ad altri per avere giustizia o conforto. Ogni volta che cerchiamo una scappatoia o una scorciatoia per arrivare a una meta, a un obiettivo. Ogni volta che davanti a un’ingiustizia restiamo in silenzio. Ogni volta che ci giriamo dall’altra parte, facendo finta di niente. Ogni volta che scambiamo un diritto per un favore. Ogni volta, non facciamo altro che alimentare un pensiero parastatale, parallelo, e il massimo esponente di questo concetto è proprio la malavita organizzata, perché nasce col nome mafia e poi a seconda del territorio o delle condizioni cambia nome e diventa camorra, ndrangheta, sacra corona, colletti bianchi, eminenze grigie. Così anche io oggi posterò una foto di Falcone, con qualche bella frase, per mettermi a posto con la coscienza, giusto fino a fine luglio, e nel mentre andrò a cercare una raccomandazione per il prossimo concorso statale.

* Canzone del maggio – Fabrizio De André