It’s better to feel pain, than nothing at all, the opposite of love’s indifference*

da qualche mattina
mi sveglio
alle sette e cinquantuno
precise
senza sveglia
in automatico
sarà un segnale
in codice
dell’universo

ci sono giorni
in cui sento
pulsare
dentro qualcosa
che un tempo
sapevo riconoscere
al primo colpo
e ora non so nemmeno
come cazzo chiamare

* Stubborn love – The lumineers

ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente *

sotto questa corazza
sono fatto di vetro
e se mi lasciassi toccare
potrei rompermi
frantumarmi
e poi trascorrere anni
a raccogliere i cocci
e ricomporli
per dargli una parvenza
d’uomo
certe notti ripenso
a quei giorni
a quel rincorrersi
silenzi e battiti
e ho paura
di non riuscire
a ricordali
di non riuscire più
ad amare in quel modo
perdermi in uno sguardo
per ritrovarmi

* Fango – Jovanotti

ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare *

a cosa mi servirà
questo sapere
non è dato sapere
ma ho cercato di coprire
le mancanze del mio retaggio
la conoscenza
per sentirmi a mio agio
nel mondo
e anche se non ci sono riuscito
ci provo ogni giorno
un libro
che sa farmi viaggiare
scoprire cose nuove
un disco
che sa trasportarmi
in strane atmosfere
un quadro
che sa stupirmi
con pennellate di immaginazione
un film
che riesce, ancora,
a farmi emozionare
a regalarmi una scena da citare

mi piacerebbe,
con lo stesso stupore
di ammirazione
per il successo
o per la ricchezza,
di una persona
sentire dire
che è colta

* Quattro stracci – Francesco Guccini

giving back a heart that’s on loan *

il tempo scorre
fra queste righe
fra queste parole
lettere in composizione
quanti significati vuoi dare
alla parola amore?
quante sfumature?
lo so, quando vedo Keira
in televisione
divento sentimentale

* Tell me if you wanna go home – Keira Knightley

who’s in the bunker? *

mi piacerebbe essere
più ironico
e tagliente
nella scrittura
ma dovrei esercitarmi
con più impegno
per fare finta
di non sentire
il fetore
del vostro vivere
per luogo comune
essere morti dentro
e pensare di vivere
nel modo migliore

* Ideoteque – Radiohead

in fondo va tutto bene, mi basta solo non fare figli, e invece no *

san Brunori, con ritardo.

forse non siamo stati
buoni figli
ma dobbiamo provare a essere
buoni padri e madri
a soffermarci
sulla bellezza dei prati
degli abbracci rubati
dei sorrisi regalati
(a tendere le mani
per restare umani)
e con la consapevolezza
di non essere capiti
cercheremo di spiegare
che i figli sono di chi li cresce
non necessariamente
di chi li ha concepiti
e che bisognerebbe pensare
a quelli degli altri
come se fossero i nostri
anche se ancora
non ne abbiamo avuti

* L’uomo nero – Brunori Sas

non sanno se ridere o piangere, batton le mani *

come quando cerchi risposte
e trovi, solo, altre domande
quando finisce la festa dell’amore
e si torna alla vita normale
senza cioccolatini, fiori
e cene da regalare
l’abitudine che uccide la passione
e tutto quello che poi
il prossimo anno proveremo
a farci perdonare
fare un giro completo
e ritornare a capo
la fine che coincide con l’inizio
e tu non sai più distinguere
cosa fa più male
se questa delusione
oppure la disperata rassegnazione
di sentirsi piccoli e indifesi
in un universo in espansione
e un’umanità, sempre più,
verso l’estinzione

* Far finta di essre sani – Giorgio Gaber