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con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia, ma colpisco un po’ a casaccio perché non ho più memoria *

nuvole
come stato d’animo
e un pensiero
in rotazione
come un grido d’aiuto
lanciato nel vuoto
che non trova strada
che non si propaga
e vaga
in balia degli eventi
dei flussi cosmici
della fantascienza
che ho letto
di questi tempi
talmente strampalata
da sembrare attuale
fors’anche accettabile
rispetto al reale
ritorneremo
ai matrimoni combinati
dai padri
per toglierci
la responsabilità e la fatica
della ricerca dell’amore
per non sentirci soli

* Coda di lupo – Fabrizio De Andrè

ma poi che cazzo me ne faccio io di un clacson, se non ho voglia neanche di suonare *

mi piacerebbe spiegarla
quest’attrazione gravitazionale
con poche e semplici
parole
ma ci vorrebbe
uno bravo
a leggere fra le righe
soprattutto quelle bianche
vuote o piene
di silenzi o di sguardi
che non so dettagliare

* Non è così male – Santi Francesi

ho una ragazza dentro il frigo, io la amo senza scongelarla *

impariamo a costruire
alibi
in attesa di usarli
e a disegnare abiti
per indossarli
nelle occasioni
che contano
assieme a una maschera
in abbinamento
il manuale
delle belle parole
quelle che non fanno male
disinnescate
parlare del meteo
per avere qualcosa
da dire
emozioni stampate in serie
tutto il resto
da trattenere
nascondere sotto i tappeti
del nostro voler
sembrare “normali”
accettati
accecati
dal luccichio sfavillante
moneta sonante
invidiare la ricchezza
quasi come una religione
una direzione forzata
un’ossessione morbosa
accumulare l’inutile
poi buttare via tutto
e comprare altro
e altro ancora
circolo vizioso
che si autoalimenta
fino all’autodistruzione
non sentirsi mai
all’altezza
ma non sapere mai di cosa

* Vivere fuggendo – Il pan del diavolo

voglio invecchiare male e solo come un animale *

a volte,
ultimamente spesso,
mi sento troppo peso
addosso
e vorrei, semplicemente,
sentirmi dire:
riposati un attimo
ma come in quella canzone
se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
ma io non so fare niente
tranne, forse, leggere libri
e sognare, raramente,
sotto la doccia
con il vapore
che annebbia la stanza
e nudo
davanti allo specchio
non riesco a vedermi
e immagino altro
in una città nuova
mi piace camminare
senza meta da solo
nella speranza
di una scoperta
assaporare l’aria
a pieni polmoni
e in una silenziosa curiosità
osservare i particolari
negli oggetti, nelle case,
nella vita quotidiana
della gente del posto

* Voglio invecchiare male – Zen Circus ft. Management

I’ve looked at life from both sides now from win and lose and still somehow *

mi sono ritrovato
da solo
nel silenzio
volutamente
per ascoltarmi
dentro
la mia dimensione intima
che stento a esprimere
per paura
di romperla
come un vetro fragile
e non sapere
più ricomporre
i pezzi
il tempo diluito
come il vino
con l’acqua
che sembra buono
ma non ha essenza
un mese senza
incorporare l’assenza
la mancanza
senza abituarsi
a fare finta
e gli occhi di mia madre
la pelle di mio padre
la mia barba bianca
tutte le vite
che avrei potuto essere
forse
le ho condensate
in una sola
le vivo a pillole
quando capita

continuare a sentire:
la vita è strana
ma ditemi rispetto a cosa
ho immagini
di marciapiedi sgangherati
e buche nelle strade
piene d’acqua stagnante
in cui provo a specchiarmi
senza successo
volerci saltare dentro
come i bambini
incuranti del rischio
di inzupparsi
il vestito buono

* Both sides now – Joni Mitchell

rumore bianco

trattengo il fiato
e le urla
e le parole
a mani nude
cerco di comprimere
questo dolore
rinchiuderlo
in un posto stretto
in fondo,
insonorizzato,
per non sentirne
il rumore bianco
nel silenzio della notte
a volte, sorrido
mentre ti penso
ma ha qualcosa di amaro
e malinconico
dire addio
a qualcuno
che nella tua vita
è una certezza
ci rende sempre
inadeguati
indifesi
impreparati
mi sento vuoto
a volte,
rarefatto
etereo
estraneo
ho pianto poco e male
come se
non sapessi
più farlo

What the hell am I doing here? *

ho spiato l’amore
negli aeroporti
nelle stazioni dei treni
negli occhi
di chi sta per partire
negli occhi
di chi resta
ad aspettare
il paesaggio che muta
da un finestrino
e cambia stagione
ieri pioveva
oggi c’è il sole
il precariato
meteorologico
che percula
quello emotivo
vestirsi a cipolla
e maledirsi
dormire alle otto di sera
in una città
che ti fa sentire sereno
o vivo
dopo mesi di frenesia
lo stupore sulla pelle
attraverso
tutti gli altri sensi
Bologna,
sentirla dentro
chiedimi di restare
e io non avrò esitazione
poi lei sorride
e io non so che fare
stringerla forte
o lasciarla andare

* Creep – Radiohead

and the wind did howl and the wind did blow la la la la la, la la la la lee *

non scrivo
da tempo
non ho trovato
il momento
giusto
e forse nemmeno
le parole
ho emozioni
sbiadite
in questi giorni
di fine estate
ho tanta voglia
di staccare
ritrovare
il silenzio
della solitudine
in mezzo
a degli sconosciuti
rifiatare
riordinare
ripartire
e rivedere
affetti lontani
con molto piacere
raccontarsi
gli ultimi pezzi
delle nostre vite
e poi
per qualche giorno
lasciarsi trasportare
dal vento
scegliendo
strade a caso
senza pensare
a un senso
a una direzione
a una meta
godersi il viaggio
assaporare il paesaggio
ritrovare slancio
capo, sono stanco
ma di stare fermo
e lasciarmi
sopraffare
dall’abitudine
al peggio
quando c’è bisogno
di bellezza
imparare
a riconoscerla
e custodirla

* Henry Lee – Nick Cave & the Bad Seeds ft. P.J. Harvey

mi chiede: sei pronto per la fine del mondo? sei pronto per la fine del mondo? *

ricordati ogni tanto di esplodere
non tenerti tutto dentro
liberare energia
per fare spazio ad altro
ogni cosa cessa di avere
la stessa importanza
se guardata dalla giusta distanza,
come gli esseri umani
da un satellite in orbita,
piccoli puntini neri in movimento
come formiche
senza lente d’ingrandimento
minuscoli essere viventi
in un universo
con distanze che manco riusciamo
a immaginare,
a calcolare,
anni luce:
come se fosse una cosa
al momento possibile
per i nostri corpi
trecentomila chilometri al secondo
disintegrazione delle coscienze
delle nostre sembianze
l’amore che muove il mondo
e anche le stelle
teoria senza nessun appiglio
logico e o razionale
pensare che un corpo celeste
possa minimamente fregarsene
delle nostre pene
di quello che abbiamo da dire
dei nostri drammi
nessuno ascolterà i vostri turbamenti
sudore su fogli bianchi immacolati
che macchia, poi, inchiostro
e lascia il segno su entrambi i lati
io ancora non riesco a fermarmi
a dire: sto fermo, in equilibrio,
in pace col mondo
tutto scorre e io ci penso
ai sogni nei cassetti,
al giro del mondo,
alle compagne di viaggio senza impegno
come se non fosse passato
troppo tempo
nonostante la relatività di tutto
quaranta sono i nuovi venti,
manco per il cazzo,
ma non li scambierei
se potessi farlo

* Naufragando – Management del dolore post-operatorio

quest’estate che ci cola tra le gambe, dici che leccarla ti dà un senso *

l’estate scandisce il mio tempo
mi ricorda la lontananza dai vent’anni
e per questo, credo, di aver cominciato
a odiarla
il mare spensierato nei ricordi
diventa un luogo
da cui spiare il corso degli eventi
di questa società
sempre più superficiale
e sempre più distaccata
da tutto quello che, forse,
pareva avere importanza
ma non eravamo anche noi cosi?
mi chiedo
giovani pronti a tutto
con il sorriso sulle labbra
l’estate un momento atteso
per rifiatare e riorganizzarsi
frammenti di amori e sbronze
rincorrere le albe incuranti
della vita degli altri
quella di tutti i giorni
e ora che anche io
la vivo in questo modo
nella routine quotidiana
mi sento tradito
da questa stagione frivola,
che ha sempre promesso
ma non ha mantenuto niente,
diventata sudore e bestemmie

* L’estate – Afterhours