Io vorrei che tu, che tu avessi qualcosa da dire, che parlassi di più, che provassi una volta a reagire, ribellandoti a quell’eterno incanto per vederti lottare contro chi ti vuole così, innocente e banale donna *

Mare, solitudine e malinconia. Un bel miscuglio per un racconto, mentre in sottofondo una canzone non fa che alimentare tutto. Posso essere molto più bravo di così, se voglio. Ma ho capito molte cose. Ho capito che è veramente difficile, se non impossibile, superare le abitudini, rinunciare a tutta una serie di consuetudini e ricominciare con delle altre nuove. Loro ti vogliono così e tu non puoi deluderli. Non più. Sono stato un personaggio scomodo nella tua vita e lo sono ancora. Nonostante tutto o malgrado tutto. Le famiglie che fanno sodalizi ancora prima dei figli, instaurando rapporti duraturi e confidenziali, come si può dare una scossa a tutto questo, rompendo gli equilibri, solo per un capriccio? Solo per una stronzata che molti chiamano amore, quasi sempre sconveniente? Non puoi, quindi silenziosamente ti appresti a seguire passo a passo il corso “naturale” che tutto questo comporta. Senza obiezioni. Senza esitazioni. Se non quelle avute in quelle notti clandestine a fare finta di vivere un’altra vita. A fare finta di scrivere un’altra storia. Dimenticare tutto, almeno su quel letto. In quell’intrecciarsi di corpi, sorrisi e, infine, lacrime. Calde e profonde. E poi silenzio, fino a non sentirne più il rumore. Fino a quando non farà più male.

* … e poi mi parli di una vita insieme – Vasco Rossi

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davanti ad un distributore automatico di fiori dell’aeroporto di Bruxelles, anch’io chiuso in una bolla di vetro *

e invece di fare il nostro gioco
finiamo sempre in cunicolo
a scivolare a fondo
ad andare indietro
a prendere il peggio
panem et circenses
e tutto il resto
non ha più importanza
basta qualche culo
e qualche risata finta
per non pensare più
al dramma che ci circonda
il mondo si sbriciola
sotto i nostri piedi
e l’unica cosa
a cui riusciamo a pensare
è il denaro
l’apparire che supera l’essenza
quasi senza vergogna
nessun pudore
ad ogni costo
l’ostentazione
gli oggetti che hanno più rilevanza
dell’essere umano stesso
e se non mi vedi in televisione
io non esisto
e non ho nessuna voce in capitolo
nella guerra degli standard
vince chi riesce a colpire alla pancia
non sappiamo più costruire una ruota
ma non possiamo vivere senza
il tripudio dell’ignoranza
e chi potrebbe fare la differenza
per non essere emarginato
si adegua di conseguenza
e allora cosa vogliamo insegnare ai nostri figli
se ancora noi stessi non abbiamo
imparato nulla del passato,
dalla storia che ci ha preceduto?
cosa vogliamo dire
se non abbiamo nulla da obiettare
se ci siamo arresi al mondo per convenzione
e forse pure per convenienza
facendoci distrarre senza opporre resistenza
adagiati sui cuscini della finta opulenza
di un presente a debito
che non sapevamo di non poterci permettere
e, soprattutto, pagandone ogni conseguenza
quale autorità, quale dignità, possiamo avere
se non abbiamo fatto nessuna rivoluzione?
se abbiamo subito tutto
come se fosse l’unico percorso normale?
l’unica strada possibile da seguire
e se qualcuno ha qualcosa da dire
siete pregati di parlare
o di non dire nulla
fino all’estinzione

* Davanti ad un distributore automatico di fiori dell’aeroporto di Bruxelles, anch’io chiuso in una bolla di vetro – Lucio Battisti

come sempre farò del mio peggio perchè è quello che ti aspetti da me *

e anche se
dividi in due il tuo nome
per sembrare più figa
rimani sempre
una testa di cazzo
intera

* Messaggi a nessuno – Giorgio Canali & Rossofuoco

ma se rinasco me vojo reincarnà in me stesso co la promessa de famme fa più sesso *

voi non sapete
quello che sento
e anche se fuori sorrido
a volte, dentro
sto morendo

tutto quello che
ho imparato sull’amore
spesso lo scordo
e in una frazione di secondo
in un sorriso mi perdo
e in uno sguardo
affondo
che nonostante
sia abbastanza vecchio
da saper nuotare
mi abbandono alla corrente
e mi lascio trasportare
dove vuole
e poi è sempre più difficile
tornare a casa
con un’altra delusione
se fossi in un film
sentimentale del cazzo
probabilmente aspirerei
a un lieto fine
ma ricordatevi che
quando i protagonisti
lo raggiungono
qualcun altro lo deve pagare
come quando lei dice:
“meriti di meglio”
non sapendo,
almeno questa volta,
di aver avuto ragione

* Bar della rabbia – Mannarino

come si porta un maglione sformato su un paio di jeans *

è una di quelle sere
di nebbia e nostalgia
piccoli particolari
diventano coincidenze
e a loro volta
rievocano ricorrenze
la pubblicità del film
sottofondo alla nostra prima volta
quando ti sei sentita pronta
e io pensavo a un gioco intrigante
con la paura di poterti far male
quindi, nessuna difesa
ora sembra passata un vita
da quelle notti
da quelle parole
da quegli sguardi
che, a volte,
faccio fatica a ricordarli
anche se sono
un parte importante
di me
per questo, a volte,
mi manchi

Farewell – Francesco Guccini

puoi chiarmarci se vuoi ragazzi persi… *

a chi invecchia
solo per abitudine
o per tradizione
e passa da un luogo comune
a un altro luogo comune
senza nessuna resistenza
nessuna obiezione

ci sono occhi
che hanno potere
di parola
e sorrisi
che mi disarmano
ancora

questo
vi volevo dire

* Mai come voi – Tre Allegri Ragazzi Morti

quel che sono l’ho voluto io *

ogni tanto
somiglio a mio padre
ogni tanto
scopro una parte di me
che non mi piace
ma a poco a poco
la comprendo
credi che non avrei
bisogno, a modo mio,
di carezze
o di un paio di tette
su cui poggiare
la testa stanca
due tre parole
possono creare
confusione
ma non per questo
non le dobbiamo dire

* Piazza grande – Lucio Dalla